Elezioni comunali 2019 Il ballottaggio a Valdagno, laboratorio di democrazia partecipativa. Articolo di Morsolin su VITA

valdagno panoramica

Elezioni comunali 2019

Il ballottaggio a Valdagno, laboratorio di democrazia partecipativa

Nel paese, storica sede del colosso mondiale tessile “Marzotto”, dove i contribuenti destinano in massa il loro 5 per mille al Comune per il miglioramento dei loro servizi sociali, asili, residenze per anziani, servizi per disabili e immigrati

Chi l’ha detto che nei confronti delle amministrazioni pubbliche gli italiani nutrano solo diffidenza? 

A Valdagno (provincia di Vicenza), storica sede del colosso mondiale tessile “Marzotto”, i contribuenti destinano in massa il loro 5 per mille, per il miglioramento dei loro servizi sociali, asili, residenze per anziani, servizi per disabili e immigrati.

2.975 valdagnesi (su un totale di 26.000 abitanti, 11% dell’intera popolazione) hanno dirottato il 5 per mille per le attivitá sociali del loro comune di residenza, assegnando sul welfare locale ben 75.000 euro.

Cosí un recente articolo di La Repubblica dipinge questo laboratorio di democrazia participativa; dal 1998 Valdagno é governata dal centrosinistra con i sindaci Bosetti, Neri, Acerbi, un’isola felice in controtendenza, nel veneto leghista.

Gli annali di storia ricordano la data emblematica del 19 aprile 1968: a Valdagno migliaia di operai hanno abbattuto la statua del conte Gaetano Marzotto, innescando una mobilitazione mondiale sulla scia del maggio parigino e rompendo il paternalismo del padre-padrone che aveva costruito una «cittá sociale e dell’armonia», modello culturale di integrazione tra fabbrica e società, tra dimensione famigliare e attività sociali, ricreative e sportive, «forse il più importante complesso di opere assistenziali in Italia», secondo lo scrittore Guido Piovene.

I manganelli del ministro
Lunedi scorso 3 giugno, il Ministro Matteo Salvini é venuto a Valdagno con un forte dispiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa perché pochi giorni prima, sconosciuti hanno depositato del letame davanti alla sede della Lega durante un’altro comizio di Salvini a Schio (collegata via tunnel con Valdagno).

Salvini sottolinea che «qui comanda la sinistra da qualche decennio. Quando fai campagna elettorale non proponendo idee ma insultando l’avversario, vuol dire che hai già perso. Se la gente che il 26 maggio ha scelto il cambiamento torna alle urne, la partita è vinta. La sinistra ha smesso di occuparsi degli operai prediligendo le cene con i banchieri. Dico largo ai giovani, come Burtini (candidato leghista), un 33enne che porterà una ventata di energia».

Tra applausi ed incitamenti da stadio, prova a levarsi anche una contestazione. Un gruppo di ragazzi urla «vergogna». Un cordone di polizia li allontana di una decina di metri. Salvini chiede l’applauso «per i comunisti» ed è accontentato: «Faremo un museo per i panda, i pappagalli ed i comunisti». Il gruppetto contestatore ha dichiarato di non essere legato ad alcuna associazione politica: «Siamo sostenitori di Acerbi (sindaco PD uscente, al ballottaggio dopo aver ottenuto 45%). Oggi abbiamo sentito sciocchezze. Più che Salvini, contestiamo Burtini». Durante il loro “respingimento” (cosí definito dal Giornale di Vicenza) è intervenuta l’ex deputata del Pds, Mariangela Gritta Grainer. «Avevo paura che la polizia li caricasse, mi sono messa davanti per difenderli. Per fortuna non è successo alcunché».

I manganelli di Salvini vengono fermati da Mariangela Gritta Grainer, giá membro del comitato parlamentare di inchiesta sulla cooperazione internazionale in Somalia, giá portavoce dell’Associazione Ilaria Alpi (ha appena pubblicato il nuovo libro “La strada di Ilaria” (Milieu edizioni), responsabile nazionale del settore pace per PCI-PDS negli anni 90, una storia di militanza valdagnese che esprime tutto un percorso collettivo di etica e politica.

Non possiamo più tacere, disagio ecclesiale contro Salvini
Dal palco Salvini mostra di nuovo un crocefisso: «Me l’ha regalato una signora quando sono arrivato, e la ringrazio». Immediata é stata la reazione dei preti e delle comunità cristiane del Vicentino: disagio dopo il comizio del ministro Salvini a Valdagno, quando ha baciato il rosario.

CONTINUA A LEGGERE:

http://www.vita.it/it/article/2019/06/07/il-ballottaggio-a-valdagno-laboratorio-di-democrazia-partecipativa/151823/

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Mosaico di pace di maggio 2019 pubblica articolo di Morsolin sul Venezuela

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  • EDITORIALE

    I piedi del messaggero

    16 maggio 2019 – A cura della redazione
  • PAROLA A RISCHIO

    Il buon samaritano

    Il faticoso viaggio della fraternità: dal prossimo lontano all’uomo qualunque che bussa nell’intimità di ciascuno di noi.
    Davide Varasi
  • POLITICA

    Difesa illegittima

    La recente legge sulla legittima difesa alimenta le paure, l’insicurezza e accresce un clima di violenza. Dove ci porterà tutto questo difenderci ad ogni costo?
    Renato Sacco
  • SIRIA

    Voci da Aleppo

    La guerra raccontata da un vescovo. La violenza del conflitto, le sofferenze della gente, le divisioni e le migrazioni, ma anche la costruzione di una rete di solidarietà e di aiuti possibili. Spiragli di speranza in una terra di fuoco e distruzione.
    Mons. Antoine Audo
  • PAX CHRISTI INTERNATIONAL

    Godfried Danneels

    È stato presidente di Pax Christi International.
    Un ricordo sul suo ruolo alla guida del movimento internazionale, in un’Europa in trasformazione e con importanti sfide da affrontare.
    Paul Lansu
  • EUROPA

    Tirannie e poteri

    La filosofa Agnes Heller guarda all’Europa a partire dal caso Ungheria.
    Orban adopera una retorica nazionalista, fomenta l’odio contro lo straniero e il diverso: la storia contemporanea ungherese sia di avvertimento per altre nazioni del continente europeo.
    Francesco Comina
  • AMERICA LATINA

    Dramma venezuelano

    Il Venezuela tra fame e sangue. Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno. Dietro una vicenda complessa vi è anche l’ingerenza statunitense.
    E le sanzioni economiche.
    Cristiano Morsolin

    LINK: https://www.mosaicodipace.it/mosaico/i/3959.html

 

Esmeralda Arosemena de Troitiño – Presidenta de la Corte Interamericana de Derechos Humanos, difunde twit de Cristiano Morsolin

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Colombia: Giornata nazionale vittime. P. De Roux, “riconciliarci e ricostruire nelle nostre differenze”. Commento di Morsolin sul SIR-Vaticano

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Foto: Cristiano Morsolin con il Ministro Pardo

11 aprile 2019

Martedì 9 aprile, sotto la pioggia, a Bogotá migliaia di colombiani hanno marciato durante la Giornata nazionale delle vittime, organizzando molte iniziative di pace, come un mercato artigianale delle vittime con il sostegno del Comune, o una partita di calcetto davanti al Parlamento, con membri dell’esercito nazionale e vittime delle mine antipersona.

Nella celebrazione ufficiale, nella sala de Greiff della Universita nazionale di Colombia, il presidente della Commissione per la Verità, padre Francisco De Roux, ha sottolineato: “L’unica cosa che non ci può dividere è il dolore delle vittime. Nonostante la polarizzazione politica e la tensione per l’implementazione degli accordi di pace, con minacce e rischi, fuori dalle luci della ribalta le Commissione per la Verità continuerà a compiere il suo mandato: consegnare alla Colombia, in tre anni, un rapporto finale perché non continuiamo a fuggire dalla nostra storia”. Ha proseguito il gesuita: “Dobbiamo chiarire cosa è successo ai colombiani durante il conflitto, dare dignità alle vittime e invitare coloro che hanno responsabilità e riconoscere questa dignità”. Certo, “c’è resistenza al fatto che si mettano in evidenza le nostre debolezze”. Ma “accettare la responsabilità, invece di distruggere la nostra reputazione, ci rende più grandi quando tutto ciò è a servizio del bene comune”.

Secondo padre De Roux, “noi colombiani non siamo solamente violenza, ma capaci di tornare a credere gli uni negli altri, a riconciliarci e a ricostruire nelle nostre differenze”. Per questo, “la Commissione ha rivolto un appello perché tutti i diversi organi dello Stato realizzino gli obblighi stabiliti dalle leggi sulle vittime e sugli accordi di pace, per garantire un’integrale riforma agraria e i diritti alla verità, alla giustizia, alla riparazione e alla non ripetizione”.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta: “Come ha ricordato il presidente de Roux, il Governo ha ridotto del 40% il bilancio di quest’anno per la Commissione della Verità, che svolge un ruolo delicato in favore della pace e riconciliazione. Su tutti i principali quotidiani appare la foto della sedia vuota del presidente Duque, che non si è presentato, anche se per la verità si era formalmente impegnato a partecipare al dialogo con i popoli indigeni del Cauca in stato di agitazione da settimane”.

Colombia: Giornata nazionale vittime. P. De Roux, “riconciliarci e ricostruire nelle nostre differenze”

Colombia: preoccupazione dall’Onu per le continue uccisioni di leader sociali. Commento di Morsolin sul SIR-Vaticano

FORST a MI maggio 2017

4 aprile 2019

Il rappresentante dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani in Colombia, Alberto Brunori, ha diffuso il 1° aprile il nuovo rapporto sui diritti umani in Colombia, nel quale Alto Commissario Michelle Bachelet sottolinea l’importanza di garantire i diritti umani in Colombia come via per raggiungere una pace sostenibile e duratura. Il rapporto, tuttavia, mette in luce la gravità delle continue uccisioni di difensori dei diritti umani.

Il documento riporta 110 casi di assassinio registrati dall’Alto Commissariato, i quali, “pur non rappresentando la totalità dei casi, permettono di identificare le tendenze sulle modalità con cui avvengono queste aggressioni, che compromettono gravemente la difesa dei diritti umani”. Le uccisioni coinvolgono 24 dipartimenti del Paese, su 33 e si concentrano soprattutto in Antioquia, Cauca e Norte de Santander, zone nelle quali il rischio continua a essere elevato”. Lo Stato è dunque “chiamato a far fronte con urgenza” a queste situazioni, tenendo anche presente che nel 93% dei casi le aggressioni “sono accadute in contesti regionali con cause strutturali legate alla persistenza della mancanza di accesso ai diritti della popolazione, in particolare il diritto alla giustizia, al rispetto dei diritti economici, sociali, culturali e ambientali”.
Tali situazioni generano “alti indici di povertà multidimensionale e favoriscono la nascita di economie illecite, controllate o disputate da gruppi criminali, e questo provoca livelli endemici di violenza”, in un contesto di presenza debole o nulla da parte dello Stato.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta al Sir da Bogotá: “Il Paese sta organizzando numerose iniziative per il prossimo 9 aprile, giornata nazionale delle vittime; tra gli eventi più importanti il seminario organizzato dall’Università Nazionale con padre Francisco de Roux, presidente della commissione della Verità. Contemporaneamente, le obiezioni presentate del presidente della repubblica Duque sulla giustizia transitiva speciale (Jep) hanno attirato l’attenzione della Corte Penale Internazionale, che sta vigilando sul pericolo di bloccare il processo di pace”. In un periodo cruciale anche per le elezioni amministrative previste per l’autunno nei principali centri della Colombia, “la comunità internazionale sta organizzando vari seminari di approfondimento, tra cui le iniziative dell’Osservatorio sulla Pace  promosso dal Governo della Germania e da varie Università tedesche”, conclude Morsolin.

Colombia: preoccupazione dall’Onu per le continue uccisioni di leader sociali

Colombia: vertice latinoamericano su diritti e ambienti promosso da Terre des Hommes, Onu e Fondazione Boll. Nota di Morsolin sul SIR-Vaticano

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Anche David Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite su diritti umani e Ambiente (nominato nell’agosto 2018) ha partecipato al vertice latinoamericano convocato in Colombia dalla Federazione Internazionale Terre des Hommes, Onu e Fondazione Boll (Germania), con i rappresentanti di bambini, adolescenti e giovani di tutto il continente. “Dobbiamo imparare dalla saggezza della natura e fare un’economia circolare, tutto ciò che usiamo deve essere riciclabile e riutilizzabile. Dobbiamo passare dalle parole all’azione. Ecco perché dobbiamo ascoltare la passione dei bambini e dei giovani qui riuniti, per costruire proposte globali”, ha affermato Boyd.

“Poiché gli adulti non agiscono per il pianeta, bambini, adolescenti e giovani lo faranno”, ha proseguito. “Questo spazio è un’occasione per creare reti per la protezione della Madre Terra”, sono stati i commenti dei rappresentanti di tutto il continente durante l’incontro latinoamericano, come spiega Patricia, una giovane afro-salvadoregna che lotta contro la privatizzazione dell’acqua in El Salvador.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta: “È molto significativo questo incontro, nel quale un rappresentante di alto livello delle Nazioni Unite ascolta le proposte delle organizzazioni popolari di bambini e adolescenti di tutta l’America Latina e si impegna per difendere i diritti umani e ambientali, proprio 30 anni dopo la firma della Convenzione internazionale dei Diritti dei bambini, che si celebrerà il prossimo novembre”. Anche in questa sede, poi “è risuonata la denuncia per l’assassinio di centinaia di difensori dei diritti umani in Colombia, una grave dimostrazione della complessità del cammino di pace”.

 

FOTO: RELATORE DELLE NAZIONI UNITE DAVID BOYD CON CRISTIANO MORSOLIN

Colombia: vertice latinoamericano su diritti e ambienti promosso da Terre des Hommes, Onu e Fondazione Boll

Cristiano Morsolin entrevista David Boyd, Relator de Naciones Unidas sobre derechos humanos y medioambiente

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Cristiano Morsolin, experto de derechos humanos en Latinoamérica, acaba de entrevistar a David Boyd, Relator de Naciones Unidas sobre derechos humanos y medioambiente, en ocasión de la Audiencia Latinoamericana para niños, niñas, adolescentes y jóvenes, organizada en Bogotá por la Fundación Boll de Alemania y Terre des Hommes Alemania y ONU.

Aquí se resumen algunos puntos:

El relator ONU, Dr. DAVID BOYD subrayó su importante respaldo sobre:

1. Escuchar a los niños, niñas y adolescentes de Latinoamérica para aplicar DESC y defensa de la Pachamama-Madre Tierra.

2. Protección de los defensores y defensoras de DDHH en Colombia, en particular las adolescentes y las mujeres defensoras.

3. Respaldo a Terre des Hommes Alemania y INT. , Fundacion BOLL, sobre acompañamiento a visibilizar voz y protagonismo Niños, niñas, Adolescentes y Jovenes.

4. Valorizar el ejemplo de Tania Pariona, joven lider quechua y ahora la mas joven Congresista de la República de Perú, luz para todas las nuevas generaciones!

 

PARALELAMENTE DESDE LIMA, la Congresista de la Republica Tania Pariona Tarqui, Presidenta de la Comision de la Mujer y de la Familia, declara:

SOBRE AVANCES DEL #PlanNacional DE ACCIÓN POR LA INFANCIA Y LA ADOLESCENCIA – #Ley27666:

-El 50% de los casos de denuncias por por violación sexual son hacia niñas, niños y adolescentes.

A diario 5 niñas menores de 15 años dan a luz producto de una violación. Muchas veces sometidas a ser madres porque en los colegios el 50% de los docentes NO maneja metodología ni enseña sobre educación sexual integral.
Por eso, urge un plan específico que enfrente y erradique la violencia contra la infancia y adolescencia.

-Si nos fijamos en los niños y niñas de áreas rurales la brecha es más profunda aún. No tienen oportunidades ni medios para ser atendidos.
Tenemos que garantizar la seguridad y bienestar de los menores violentados, tanto como de los hijos de víctimas de feminicidio, pues quedan en situación de vulnerabilidad, muchas veces huérfanos.

-¿Estos niños y niñas de zonas rurales además qué calidad de educación reciben?
En #Sargua, #Tomanga los estudiantes reciben lecciones en una casa comunal, con una infraestructura totalmente precaria a comparación de las instituciones urbanas.

-Con relación a la anemia, se debe trabajar en medidas alimentarias y de nutrición, sin embargo las causas no solo recaen en ello, sino en el déficit de agua, el cambio climático, la desatención de l agricultura. Creemos que una comisión interministerial debe dar seguimiento a esta problemática.

-Finalmente pedimos que este plan nacional por la infancia incluya, ya que hasta ahora no los contempla, a los niños y niñas migrantes, población sumamente importante, la cual merece ser atendida y resguardada”, concluye la Congresista Tania Pariona.

Tania y Evo 25 abril 2017