Protagonisti i popoli indigeni L’America latina verso il sinodo sulla regione panamazzonica. L’Osservatore Romano cita Morsolin

papa e morsolin ott 2017

Protagonisti i popoli indigeni

L’America latina verso il sinodo sulla regione panamazzonica.

L’Osservatore Romano 

DOMENICA 15 LUGLIO 2018

Le popolazioni indigene dell’America latina attendono con grande speranza l’assemblea speciale del sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica, in programma a Roma nell’ottobre del 2019. A confermarlo è padre Robert Carrasco, sacerdote peruviano che nei giorni scorsi, insieme all’arcivescovo di Huancayo, cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, ha accompagnato in Vaticano una rappresentanza degli indigeni del fiume Napo che ha partecipato ai lavori della conferenza internazionale «Saving our common home and the future of life on earth», organizzata dal Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale nel terzo anniversario dell’enciclica Laudato si’.
Carrasco — in una dichiarazione al Sir — ha messo in risalto «l’importanza della presenza di rappresentanti dei popoli indigeni, non solo provenienti dalla regione panamazzonica ma anche da altri paesi del mondo»; essi «hanno partecipato con le loro proposte e sono diventati tra i protagonisti di questa conferenza».

In tale ottica, aggiunge, anche la recente creazione cardinalizia dell’arcivescovo Barreto Jimeno (una delle voci che oggi nella Chiesa incarna con maggiore decisione il tema della difesa dell’ambiente come via per uno sviluppo rispettoso dei popoli indigeni) «ha significato per la Chiesa nella pan-Amazzonia un segno di speranza in vista del sinodo che si terrà nell’ottobre del 2019».

Opinione condivisa anche da Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America latina, il quale ha sottolineato all’agenzia come Papa Francesco stia parlando con decisione di un «cambio di paradigma» e questo «pone le basi anche per un cambiamento che riconosca il protagonismo dei popoli indigeni».

La questione ambientale è stata al centro anche dell’ultima riunione del gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici del World Council of Churches che si è tenuta nei giorni scorsi a Buenos Aires, per confrontarsi sulla just transition, ossia su quegli interventi di transizione necessari per proteggere la biodiversità e limitare le conseguenze di uno sfruttamento dissennato del pianeta. «La transizione verso un’economia libera dai combustibili fossili è una questione urgente», ha affermato il pastore Henrik Grape, coordinatore del gruppo di lavoro, il quale ha ricordato che, «in un contesto nel quale quasi un miliardo di persone vive nella povertà e dove le disparità socio-economiche continuano a crescere, è necessario muoversi con azioni mirate e tempestive. Farlo è una questione di giustizia».
L’Osservatore Romano, 14-15 luglio 2018

http://www.osservatoreromano.va/it/news/protagonisti-i-popoli-indigeni

FOTO: MORSOLIN CRISTIANO INCONTRA PAPA FRANCESCO

Anuncios

Laudato si’: la Chiesa dell’America Latina si prepara al Sinodo della Panamazzonia dopo la Conferenza in Vaticano. Commento di Morsolin su SIR-Vaticano

card barreto Vaticano DoS_6julio2018

12 luglio 2018

Accoglienza positiva in America Latina per la recente conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth”, promossa in Vaticano nel terzo anniversario dell’enciclica Laudato Si’

Il sacerdote peruviano padre Robert Carrasco Omi, che ha accompagnato in Vaticano, assieme al cardinale Pedro Barreto, i rappresentati degli indigeni di Repam, come sacerdote del río Napo (regione di Loreto) in un resoconto fatto pervenire al Sir mette in risalto “l’importanza della presenza di rappresentanti dei popoli indigeni, non solo provenienti della Panamazzonia ma anche da altri Paesi del mondo. Hanno partecipato con le loro proposte e sono diventati tra i protagonisti di questa conferenza”.

Per Carrasco Omi la nomina a cardinale di Barreto “ha significato per la Chiesa nella Panamazzonia un segno di speranza in vista del Sinodo che si terrà nell’ottobre del 2019. Le sue parole hanno spaziato dall’aspetto biblico a quello teologico, per arrivare a una proposta pastorale illuminata dal Magistero e ci hanno presentato le sfide che abbiamo di fronte come Chiesa, non solo in questa regione del mondo, ma in relazione a tutta la casa comune”.

Secondo Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, “la conferenza internazionale convocata in Vaticano per il terzo anniversario dell’enciclica Laudato Si’ ha indicato anche le linee pastorali in funzione del prossimo Sinodo sull’Amazzonia in programma a ottobre, rispetto al quale si sta evidenziando la leadership del neocardinale peruviano, mons. Pedro Barreto, vice presidente Repam.

Papa Francesco ha parlato di cambio di paradigma e questo pone le basi anche per un cambiamento che riconosca il protagonismo dei popoli indigeni, come ricordato da Francesco a Porto Maldonado nella visita dello scorso gennaio, seguendo il cammino tracciato dalla Chiesa latinoamericana, che a fine agosto celebrerà i 50 anni della conferenza di Medellin”.

https://agensir.it/quotidiano/2018/7/12/laudato-si-la-chiesa-dellamerica-latina-si-prepara-al-sinodo-della-panamazzonia-dopo-la-conferenza-in-vaticano/

FOTO: Cardinale Barreto alla conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth” in Vaticano

Papa Francesco e quegli auguri al fondatore della teologia della liberazione, speciale di Morsolin su VITA

p gutierez1

(Cristiano Morsolin) ll celebre teologo padre Gustavo Gutiérrez Merino ha compiuto novant’anni. «Grazie per tutte le tue fatiche e per il tuo modo di interpellare la coscienza di ciascuno», gi ha scritto il Pontefice.

Compie novant’anni padre Gustavo Gutiérrez Merino, il celebre teologo peruviano domenicano considerato tra i maggiori fondatori della teologia della liberazione. Nell’occasione Papa Francesco ha inviato a padre Gutiérrez, già da tempo meglio compreso e riabilitato a livello ecclesiale, una breve lettera che sta facendo il giro del mondo. (…)

CONTINUA A LEGGERE SU VITA:

http://www.vita.it/it/article/2018/06/08/papa-francesco-e-quegli-auguri-al-fondatore-della-teologia-della-liber/147136/

http://ilsismografo.blogspot.com/2018/06/vaticano-papa-francesco-e-quegli-auguri.html

Perù: padre Gustavo Gutiérrez Merino compie novant’anni e riceve gli auguri di Papa Francesco. Commento di Morsolin pubblicato dall’agenzia SIR-Vaticano

p gutierez1

7 giugno 2018 @ 13:05

Compie domani novant’anni padre Gustavo Gutiérrez Merino, il celebre teologo peruviano domenicani considerato tra i maggiori fautori della teologia della liberazione. Nell’occasione Papa Francesco ha inviato a padre Gutiérrez, già da tempo meglio compreso e riabilitato a livello ecclesiale, una breve lettera. Scrive il Papa: “A motivo del tuo novantesimo compleanno, ti scrivo per felicitarmi e assicurarti la mia preghiera in questo momento significativo della tua vita.

Mi unisco alla tua azione di grazie a Dio, e ti ringrazio anche per il tuo contributo alla Chiesa e all’umanità attraverso il tuo servizio teologico e il tuo amore preferenziale per i poveri e gli scartati della società”. Prosegue il Santo Padre: “Grazie per tutte le tue fatiche e per il tuo modo di interpellare la coscienza di ciascuno, perché nessuno resti indifferente di fronte al dramma della povertà e dell’esclusione. Con questi sentimenti, ti animo a proseguire nella tua preghiera e nel tuo servizio agli altri offrendo la testimonianza della gioia del Vangelo”.

In una delle sue più recenti dichiarazioni, qualche settimana fa, padre Gutiérrez aveva accolto con gioia la nomina a cardinale di mons. Pedro Barreto Jimeno, arcivescovo di Huancayo. “La nomina di mons. Barreto – aveva detto -, è una grande notizia per la Chiesa peruviana e non solo. Si tratta di una persona fermamente impegnata, a partire dal Vangelo, a risolvere i maggiori problemi che viviamo nel Paese. Ringraziamo Papa Francesco”.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta così questa dichiarazione: “Sembra quasi un passaggio di consegne. Padre Gutiérrez, oggi malato, fa sentire la sua voce anche nel dibattito sul 50° del convegno di Medellin. Mons. Barreto è molto attivo nella preparazione per il Sinodo dell’Amazzonia e nella difesa dei diritti sociali, ambientali e economici”.

https://www.agensir.it/quotidiano/2018/6/7/peru-padre-gustavo-gutierrez-merino-compie-novantanni-e-riceve-gli-auguri-di-papa-francesco/

Il pericolo del Gattopardismo nelle elezioni colombiane. Articolo di Cristiano Morsolin su VITA

libro parlamento

Il pericolo del Gattopardismo nelle elezioni colombiane. Articolo di Cristiano Morsolin su VITA

 Il Paese latino americano torna al voto dopo le elezioni parlamentari di marzo che hanno visto il predominare del centro-destra. Domenica 27 maggio si vota per il primo turno delle presidenziali tra paure di brogli e inquietudini sul processo di pace ancora in atto.

CONTINUA A LEGGERE SU VITA DI OGGI:

http://www.vita.it/it/article/2018/05/24/il-pericolo-del-gattopardismo-nelle-elezioni-colombiane/146960/

Antimafia andina. La risposta al narcotraffico in Colombia. Rassegna del libro di Cristiano Morsolin

 Antimafia andina. Il contributo dell’antimafia sociale e della nonviolenza alla Pace in Colombia. pp. 153, Edizioni Antropos, € 14. Marzo 2017

 a Colombia è universalmente nota come ‘il paese della cocaina’ nel quale si combatte uno dei conflitti armati interni tra guerriglie e paramilitari/esercito più lunghi della storia dell’America Latina, con effetti devastanti sulla popolazione civile. Quattro milioni di sfollati interni, sei milioni di ettari di terra usurpati, 15mila persone torturate, 60mila scomparse, 80mila esecuzioni extragiudiziarie, 11mila bambini soldato”. Questi i numeri tragici riportati da Cristiano Morsolin nel suo libro Antimafia andina. Il contributo dell’antimafia sociale e della nonviolenza alla Pace in Colombia (pp. 153, Edizioni Antropos, € 14). L’autore, esperto di diritti umani in America Latina dove vive dal 2001, ha lavorato in progetti di cooperazione internazionale ed è stato anche insignito di una menzione dall’ONU proprio per il suo operato in Colombia.

Nel suo saggio Morsolin racconta le ferite profonde di un territorio noto non solo per i suoi conflitti, ma anche per le sue bellezze e i suoi profumi. La Colombia infatti “vanta il caffè migliore del mondo”, è celebre per la purezza dei suoi smeraldi e “detiene il primato per biodiversità per metro quadro”. Purtroppo però questo Paese nel lontano 1987 decise di siglare un accordo di cooperazione internazionale con le mafie, in particolare con Cosa Nostra, per il business della droga. Da allora “c’è un ponte tra Calabria e Colombia lastricato di cocaina e denaro” che fu scoperto per la prima volta proprio dal magistrato Giovanni Falcone. Un losco giro d’affari, in cui rientra anche il nome leggendario di Pablo Escobar, che spesso con la complicità di istituzioni politiche corrotte, miete le sue vittime soprattutto tra i più giovani, per i quali “essere arruolati come sicari dai narcotrafficanti è una promozione sociale”. E così “sono 10.652 i minori di 18 anni assassinati dal 2006”. In una società che vive una costante tensione tra le forze armate rivoluzionarie (Farc) e quelle filogovernative, entrambe parimenti colpevoli di ‘crimini di lesa umanità’ rispetto alla dignità della persona, “la repressione non risolve il problema. Occorre dare una speranza di vita migliore ai campesinos delle zone depresse del Paese che non vedono alternative alle coltivazioni illecite e alla dipendenza dai gruppi armati illegali, promuovendo lo sviluppo integrale e cambiando la mentalità della gente”.

Nonostante il contesto sociale continui a essere difficile ‒ basti pensare che rimane “il terzo paese più diseguale del mondo, dove lo 0,4% dei proprietari possiede il 64% della terra” ‒ non sono mancati negli ultimi tempi alcuni coraggiosi segni di speranza. Nel 2016 il presidente Santos è stato insignito del Nobel per la Pace per l’apertura democratica che avrebbe favorito; padre Franzoi ha lanciato un’iniziativa condensata nello slogan: “No alla coca, sì al cacao”; ma è soprattutto l’impegno costante dell’antimafia sociale, il contributo dell’associazione Libera e di tanti difensori dei diritti umani, frequentemente martiri per la giustizia sociale, a dimostrare tuttora che un’altra Colombia è possibile.

Fonte:

http://www.farodiroma.it/antimafia-andina-la-risposta-al-narcotraffico-colombia/

VEDI VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI:

http://www.radioradicale.it/scheda/505212/presentazione-del-libro-antimafia-andina-il-contributo-dellantimafia-sociale-e-della

 

Paraguay: mons. Valenzuela (presidente Cep) al Te Deum per la festa nazionale, “iniquità e povertà strutturali, vincere la corruzione”. Commento di Morsolin pubblicato da agenzia SIR-Vaticano

fernando lugo abril 2018

Paraguay: mons. Valenzuela (presidente Cep) al Te Deum per la festa nazionale, “iniquità e povertà strutturali, vincere la corruzione”

17 maggio 2018 @ 9:50

Ha suscitato vasta eco anche a livello mediatico l’omelia pronunciata martedì 15 maggio dall’arcivescovo di Asunción e presidente della Conferenza episcopale del Paraguay, mons. Edmundo Valenzuela, in occasione del Te Deum per il 207° anniversario dell’indipendenza. La promozione dello sviluppo umano e il tentativo di trovare soluzioni “all’iniquità strutturale che mantiene nella povertà e nell’estrema indigenza quasi due milioni di paraguagi, negli ultimi 15 anni sono si sono riflesse in una diminuzione del divario sociale”. L’arcivescovo ha affermato che “la povertà colpisce il 29% della popolazione e il 40% dei minori di dieci anni; il 6% della popolazione e il 4% delle famiglie vive in povertà estrema o in indigenza”.

Mons. Valenzuela ha denunciato anche le iniquità nella distribuzione delle terre e la forte disoccupazione (che coinvolge un milione e 600mila persone, secondo uno studio della locale Università Cattolica. E, pur facendo notare la positiva partecipazione e l’assenza di scontri in occasione delle recenti elezioni presidenziali, ha esortato: “Per vincere la corruzione e l’impunità dobbiamo insistere, con ferma volontà, sulla riforma del sistema giudiziario e penitenziario, sulla purificazione e guarigione strutturale delle istituzioni pubbliche e sulla richiesta di giudici onesti”.

Commenta Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina: “In uno scenario dove le recenti hanno messo in luce irregolarità denunciate anche dagli osservatori del Parlamento Europeo, la denuncia dell’arcivescovo Valenzuela arriva alla conclusione della presidenza Cartes, facendo implicitamente un bilancio sia a livello di lotta contro la corruzione che contro la povertà. Va ricordato tra l’altro che all’inizio del mese un ordine d’arresto è stato emesso dal tribunale di Asunción nei confronti di Juan Pablo Jimenez Viveros, cugino del presidente uscente. Jimenez Viveros, secondo quanto accertato dagli inquirenti, avrebbe cercato di svuotare due conti correnti in dollari riconducibili a due compagnie di investimenti immobiliari, la Chai Sa e la Matriz Realty Sa. Dietro le due società, ha suggerito il quotidiano El País di Madrid, ci sarebbe un faccendiere brasiliano, Dario Messer, già ricercato dall’Interpol nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato e considerato molto vicino al presidente Cartes”.

https://agensir.it/quotidiano/2018/5/17/paraguay-mons-valenzuela-presidente-cep-al-te-deum-per-la-festa-nazionale-iniquita-e-poverta-strutturali-vincere-la-corruzione/

 

papa e morsolin ott 2017

 

Marco Arana, Congresista de la Republica de Perú (Frente Amplio), actual Presidente de la Comisión de Pueblos Andinos y Amazónicos, comenta a Morsolin la elección nuevo cardinal peruviano Mons. Pedro Ricardo Barreto.

mons Pedro Barreto Cardenal 2018

Historica eleccion de Mons. PEDRO RICARDO Barreto a nuevo cardenal peruviano, se confirma la profecia de Papa Francisco

 Mi amigo Marco Arana Congresista de la Republica de Perú (Frente Amplio), actual Presidente de la Comisión de Pueblos Andinos, Amazónicos, Afroperuanos, Ambiente y Ecología, ex teólogo de la liberación de Cajamarca, me comenta:

“Mons. Pedro Barreto, Arzobispo De Huancayo será el nuevo cardenal de Perú. Su compromiso con la defensa de los derechos ambientales y territoriales de los pueblos indígenas es ampliamente reconocido”.

 Mi amiga Congresista Tania Pariona (Nuevo Perú) me comenta:

“Saludamos el nombramiento del Arzobispo Barreto como cardenal de Perú. Barreto fue condecorado por la @cnddhh por su defensa de los DDHH y de los más humildes en el 2010”.

Mons. Pedro Barreto nació el 12 de febrero de 1944 en Lima . Actualmente, tiene 74 años, de los cuales 47 fueron dedicados a la religión y ha ocupado varios puestos religiosos en diversos lugares del Perú.

Barreto ingresó a la Compañía de Jesús el 31 de mayo de 1961 y realizó sus estudios de Filosofía en la Facultad de la Compañía de Jesús de Alcalá de Henares, España en los años 1965 -1967 y de Teología en el Seminario “San Antonio Abad” del Cusco y en la Facultad Pontificia y Civil de Lima 1969 -1972. Además posee el título de Educador por el Instituto Pedagógico Champagnat de Lima, indica el Arzobispado de Huancayo.

El religioso fue ordenado sacerdote en Lima (Perú) el 18 diciembre de 1971.

En enero de 2003 , fue elegido como representante de los Obispos de la Selva, en el Consejo de la Conferencia Episcopal Peruana y en 2005 el Papa Juan Pablo II lo nombró como Arzobispo Metropolitano de Huancayo.

En 2011, la Asamblea Ordinaria del Consejo Episcopal Latinoamericano (CELAM) designó a Barreto como su Presidente del Departamento de Justicia y Solidaridad . Posteriormente, para el periodo 2012-2015 , fue el primer vicepresidente de la Conferencia Episcopal Peruana

En 2012, Benedicto XVI , también lo designó como nuevo miembro Pontificio Consejo de Justicia y Paz del Vaticano.

 La amistad con Papa Francisco

Una entrañable historia une al Papa Francisco con monseñor Pedro Barreto, arzobispo de Huancayo, en Perú, a quien acaba de designar Cardenal

El padre Pedro Barreto, jesuita, había llegado a Buenos Aires para un retiro a Buenos Aires. Por esos años, en la década del 80, el superior provincial de los jesuitas de la Argentina era el padre Jorge Mario Bergoglio, a quien conoció en esa ocasión y a quien le contó que su madre Elvira había nacido en la Argentina y había vivido allí hasta los nueve años. Enterado de esto, el provincial argentino dedicó una mañana para recorrer con el jesuita peruano los lugares en los que había vivido su madre. Ninguno de los dos era aún, ni siquiera, obispo, y pasarían varios años para que así sea.

En 2013, tas la elección del Papa, Francisco alcanzó a identificar a monseñor Barreto entre varios prelados durante su visita a Brasil para la Jornada Mundial de la Juventud. Al verlo y saludarlo, lo señaló con el dedo y le dijo: “Pedro Barreto pórtate bien”, para la risa de él y de varios.

Actualmente, monseñor Barreto, próximo a cumplir los 75 años, es Arzobispo de Huancayo. En el Consejo Episcopal Latinoamericano fue Director del Departamento de Justicia y Paz. Su nombre cobró fuerte trascendencia al alzar la voz por las consecuencias ambientales que provocaba el complejo minero en La Oroya, una de las ciudades más contaminadas del mundo. Por alzarse contra intereses tan poderosos, recibió amenazas de muerte. Pero no le importó.

“Jesucristo me da la fuerza para seguir en esta batalla, y poco a poco avanzamos. Nosotros no estamos en contra de la minería, de la inversión; se trata de cambiar la forma de vida y tener una empresa que no agreda a la humanidad, sino que sea responsable y segura”, aseguró a la prensa por esos años. Valiente, le tocó enfrentarse a numerosos inclusos sacerdotes y obispos, que no entendían por qué su involucramiento tan intenso en la causa medioambiental.

La lucha de monseñor Barreto se dio años antes de la publicación de la Encíclica Laudato Si, que pone de manifiesto complejidades como las que enfrentó el obispo peruano en su país. Actualmente, se encuentra trabajando intensamente en el Sínodo Panamazónico. Es vicepresidente de la Red Eclesial Panamazónica, e integra el Comité pre-sinodal.

 PARA PROFUNDIZAR

Morsolin entrevista Marco Arana, Presidente de la Comisión de Pueblos, Ambiente y Ecología del Congreso de la República y teólogo de la liberación, sobre visita de Papa Francisco a Perú

https://diversidadenmovimiento.wordpress.com/2018/01/20/morsolin-entrevista-marco-arana-presidente-de-la-comision-de-pueblos-ambiente-y-ecologia-del-congreso-de-la-republica-y-teologo-de-la-liberacion-sobre-visita-de-papa-francisco-a-peru/

papa e morsolin ott 2017