Deputato Franco Monaco (PD) commenta articolo di Morsolin su VITA, diffuso anche dalla Pontificia Accademia di Scienze Sociali

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Casina Pio IV retwitteó

Cristiano Morsolin‏ @morsolin1  3 nov.

Franco Monaco commenta articolo @morsolin1 su workshop Mercato-Stato-societá in Vaticano @CasinaPioIV http://www.vita.it/it/article/2017/11/03/linvito-rivoluzionario-di-francesco-a-disegnare-un-diverso-ordine-soci/144979/ … @TV2000it

 L’invito rivoluzionario di Francesco a disegnare un diverso “ordine sociale”

 di Franco Monaco per VITA*

Il commento di Franco Monaco, deputato del Pd e membro della Commissione esteri della Camera e della delegazione parlamentare Osce, al discorso del Papa ai membri dell’Accademia delle scienze sociali (approfondito da Cristiano Morsolin ). «Mi ha colpito. vi si rinvengono tesi già contenute e sviluppate in forma organica nella “Laudato si’”. Ma qui la concisione, anziché limitarne la portata, conferisce loro una particolare efficacia»

Mi ha colpito il discorso di papa Francesco ai membri dell’Accademia delle scienze sociali. Intendiamoci: vi si rinvengono tesi già contenute e sviluppate in forma organica nella Laudato si’. Ma qui la concisione, anziché limitarne la portata, conferisce loro una particolare efficacia. Si fa riferimento alla dilatazione delle disuguaglianze, alla disoccupazione, allo sfruttamento del pianeta, alle distorsioni nel rapporto tra Stato, mercato (“da civilizzare”), società. Ma forse la frase chiave di un testo breve eppure densissimo è la seguente: «La sfida da raccogliere è quella di adoperarsi con coraggio per andare oltre il modello di ordine sociale prevalente».

Merita sostare sul peso di queste parole. Ai cristiani e agli uomini di buona volontà si chiede un impegno ideale e pratico di prima grandezza. Esemplifico: non la sollecitudine settoriale su questa o quella questione (magari meritoriamente mirata lenire le sofferenze dei soggetti più vulnerabili, con una politica “compassionevole”), ma più ambiziosamente tesa a disegnare un diverso “ordine sociale”; non una correzione ai margini (“riformista”?) di tale ordine, ma un “ordine altro” che porti il segno dell’alternativìtà al vigente assetto dei rapporti sociali.

Che è il compito precipuo della politica. Attività architettonica per eccellenza. Di ideazione e realizzazione delle strutture portanti della città dell’uomo (espressione cara a Giuseppe Lazzati) a tutti i livelli: locale, nazionale, europea, della intera famiglia umana. Cominciando con il rimuovere le cause strutturali (le “strutture di peccato”) delle ingiustizie interne, internazionali, intergenerazionali.

Ne ricavo due osservazioni. La prima: riesce più chiaro il senso di una apparente (sottolineo: solo apparente) contraddizione. Quella di un magistero pontificio tanto accorto nel marcare la universalità del suo messaggio e dunque al riparo da ogni sua riduzione o appropriazione da parte della politica, ma per converso così incalzante e sfidante tutti gli attori politici affinché il loro pensiero (?) e la loro azione assurga alla misura più alta. Quella appunto di un ordine sociale alternativo.

Si spiega così la provocazione di Francesco: la Chiesa, osservò tempo fa, non fa politica (di parte), ma si occupa eccome della Politica con la maiuscola. Egli, potremmo riassumere così, dispone inequivocabilmente la Chiesa sul versante della profezia (non dell’ingerenza nella sfera d’azione degli attori politici), ma di una profezia che interroga come non mai la politica, la mette in discussione con la radicalità che si conviene al Vangelo.

Seconda osservazione critica e autocritica: Francesco si mostra rispettosissimo dell’autonomia responsabile dei laici politicamente impegnati. Ma quanto noi tutti siamo lontani da quella tensione e da quell’orizzonte… Spesso ci contentiamo di correzioni e aggiustamenti dell’ordine sociale, a destra e a sinistra ci contendiamo la qualifica (abusata e ambigua) di “riformisti”, da intendersi come moderati. Gli stessi eredi (veri o presunti) del cattolicesimo sociale scontano una certa sterilità. È ingeneroso notare che da quelle parti (le nostre parti!) non si scorge traccia adeguata di un protagonismo ispirato alla ben intesa “alternatività” dell’ordine sociale cui il Papa ci richiama? Meriterebbe discuterne.

Franco Monaco, deputato del Pd

Fonte:  http://www.vita.it/it/article/2017/11/03/linvito-rivoluzionario-di-francesco-a-disegnare-un-diverso-ordine-soci/144979/

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Jeffrey Sachs: «L’alternativa alla perversione del capitalismo è la dottrina sociale della Chiesa». Speciale di Cristiano Morsolin per VITA sul workshop organizzato dalla Accademia Pontificia di scienze sociali

papa e morsolin ott 2017

Così l’affermato economista ospite di un workshop dell’Accademia Pontificia delle Scienze sociali. Tra i partecipanti anche Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, che per VITA propone in esclusiva il racconto della tre giorni

“Il capitalismo ha prodotto anche sfruttamento e genocidi perché l’economia del mercato e dell’abuso per ottenere ricchezza ha provocato la perversione dell’essere umano e il fallimento della morale per mettere al primo posto l’avidità illimitata”, le dure affermazioni di Sachs Jeffrey risuonano nell’antica Accademia Pontificia delle Scienze sociali, fondata nel 1603 in Vaticano.

Il Boston Globe lo ha definito “il più grande ingegnere economico dopo Keynes” e il New York Times lo ha nominato “probabilmente il più importante economista del mondo”.

Sachs sostiene che “la dottrina sociale della chiesa offre una cruciale via verso un’etica globale dello sviluppo sostenibile” durante il workshop appena concluso in Vaticano (19-21 ottobre 2017).

L’incontro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, istituita da san Giovanni Paolo II e guidato dal cancelliere monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, ha per tema “Cambiare le relazioni tra Stato, mercato e società civile”, con un focus sulla globalizzazione e la quarta rivoluzione industriale.

Il professore della Columbia University (Usa) sottolinea che “Papa Francesco porta il messaggio di Gesù al cuore del capitalismo contemporaneo, ricordandoci che abbiamo bisogno di un quadro di riferimento morale per la nostra economia del XXI secolo.

Questo messaggio però è fondamentalmente sovversivo nei confronti degli atteggiamenti prevalenti nei corridoi del potere americano, a Wall Street come a Washington. Proprio per questo la sua importanza è cruciale. Troppi tra i ricchi e i potenti negli Stati Uniti sono in balia di una ideologia economica che pone il diritto di proprietà sopra la dignità umana, persino al di sopra della sopravvivenza delle persone. Troppi credono che la moralità sia il risultato del mercato.
La Chiesa ha giustamente e costantemente respinto l’idea che il diritto di proprietà privata sia sacrosanto. La Chiesa moderna, sin da quando per la prima volta ha affrontato la questione economica durante la prima rivoluzione industriale, in particolare nell’enciclica Rerum novarum di Leone XIII (1891), ha giudicato con favore l’economia di mercato, ma in una forma in cui il diritto alla proprietà privata sia inserito in un quadro di riferimento etico. La moralità e la dignità umana devono occupare il primo posto e il diritto di proprietà dovrebbe essere sensibile al più alto richiamo della giustizia”, conclude Sachs.

Il Prof. Stefano Zamagni – membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, aggiunge:”Il tema Stato e mercato era già ben presente nella Rerum Novarum di Leone XIII: lo Stato deve salvaguardare i diritti degli operai. Ma oggi, di fronte ai nuovi problemi – diseguaglianze, aggressione all’ambiente, il paradosso di una felicità che oltre un certo livello di benessere cala anziché crescere, un modello di democrazia che non funziona e vede la nascita dei populismi – è necessario che scendano in campo i soggetti della società civile.

Si trova già nella Caritas in veritate di Benedetto XVI e poi nella Evangelii gaudiume della Laudato si’di Francesco. La società civile mette in gioco il dono come gratuità. Il principio della reciprocità, per una sussidiarietà circolare. In altri termini, i tre soggetti – Stato, mercato e società civile – sono chiamati ad agire in modo sistematico e continuo. Insieme, senza la tutela di uno sugli altri”.

Su questi temi, la Prof.ssa Margaret Archer Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, con il gesuita Juan Carlos Scannone (teologo argentino che insegnò greco antico e letteratura al giovane Bergoglio a Buenos Aires) hanno organizzato una ‘tre giorni’ congiunta con l’Oducal (Organizzazione delle Università dell’America Latina),  in Vaticano, riunendo una trentina di esperti provenienti dall’America Latina, Europa e Usa.

Leonardo Becchetti, professore all’Università RomaTre traccia una sintesi valorizzando il “caso italiano”:

“In questi giorni, presentando queste realtà e iniziative a colleghi economisti stranieri mi sono reso ancor più conto, di fronte al loro stupore, della ricchezza del nostro passato e del nostro presente, del valore del nostro tessuto sociale e della nostra società civile. Valore costruito attraverso le fatiche e il sudore di tanti italiani, credenti e non credenti, vecchi e nuovi, e ispirato molto spesso dalla dottrina sociale della Chiesa e dalla sua capacità di sfidare le inerzie centrifughe che in questo momento sembrano tornare di moda nella nostra Italia con una verità molto più affascinante e ricca di senso ma anche più esigente che ci ricorda che la nostra “generatività sociale” passa attraverso la solidarietà, il mutualismo, la condivisione dei rischi e delle sfide, la cooperazione che realizza superadditività moltiplicando le forze dei singoli cittadini, delle città e dei territori, rendendoli più forti di fronte alle sfide attuali. Vogliamo essere a fianco a tutti coloro che, lavorando nelle istituzioni e nella società civile, si impegnano nei fatti per il progresso verso il bene comune. Nel suo recente discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, papa Francesco ha detto che il mondo si cambia dall’interno e che la relazione virtuosa tra Stato, mercato e società civile ha un ruolo chiave per risolvere i drammi sociali del nostro tempo”, conclude Becchetti.

Luigino Bruni, docente alla Lumsa di Roma, si sofferma sulla centralità della dottrina sociale della Chiesa: “La prospettiva è quella della dottrina sociale della Chiesa ma anche quella delle scienze sociali moderne. La Chiesa su queste tematiche ha uno sguardo diverso rispetto al capitalismo dominante che sta diventando l’unica ideologia di riferimento in tutto il mondo” e “parte da un presupposto antropologico”, che mette al centro “la persona e, in particolare, gli ultimi, ricordando che oggi c’è un grande problema di diseguaglianza e delle nuove povertà che il capitalismo da solo non riesce a risolvere e che la Chiesa invece ha molto a cuore. Ricordarlo in modo solenne e con studiosi di tutto il mondo ed esperti a vario livello è già un valore in sé”. Dai lavori sta  emergendo anche “una sorta di appello a guardare l’uomo in maniera diversa”, racconta Bruni, “non come ce lo raccontano le multinazionali e nemmeno lo Stato burocratico. L’uomo è un essere meraviglioso, molto migliore. Per questo, un’altra parola che ricorre qui spesso è fiducia, speranza”. Sono parole che nel mondo della finanza e della economia occorre ripetere spesso perché sono spesso ignorate. “Ed è quanto sta facendo oggi la Chiesa”, che è rimasta “l’unica l’agenzia a parlare del bene comune e di ultimi. La Chiesa non ha centri di interessi né soldi da difendere ma ha da promuovere il Vangelo e quindi ha tutta la libertà di dire cose che certamente altri sanno ma non vogliono ascoltare e lo fa con sempre più energia e competenza, con persone qualificate, preoccupate come noi dalla distrazione del capitalismo dagli ultimi, dalla persona e dal tema dell’ambiente” spiega all’agenzia SIR (www.agensir.it ).

 Il pericolo della plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta, denuncia Papa Francesco

«Se prevale come fine il profitto, la democrazia tende a diventare una plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta». Lo ha detto il Papa che, nel corso di un’udienza ai partecipanti del workshop  CHANGING RELATIONS AMONG MARKET, STATE AND CIVIL SOCIETY”, ha individuato «due cause specifiche che alimentano l’esclusione e le periferie esistenziali»: la diseguaglianza e lo sfruttamento, appunto, che «non sono una fatalità e neppure una costante storica», ha sottolineato Jorge Mario Bergoglio, e «il lavoro non degno della persona umana», mentre è necessario creare nuovo lavoro, superando la «pigrizia spirituale» e svincolandosi «dalle pressioni delle lobbies pubbliche e private».

La sfida è chiara: “Andare oltre il modello di ordine sociale oggi prevalente, trasformandolo dall’interno” e “porsi al servizio dello sviluppo umano integrale. Non possiamo sacrificare sull’altare dell’efficienza – il “vitello d’oro” dei nostri tempi – valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la libertà, la famiglia, il creato. In sostanza, dobbiamo mirare a “civilizzare il mercato”, nella prospettiva di un’etica amica dell’uomo e del suo ambiente” (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/october/documents/papa-francesco_20171020_incontro-pass.html

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http://www.vita.it/it/article/2017/10/26/jeffrey-sachs-lalternativa-alla-perversione-del-capitalismo-e-la-dottr/144918/

Movimenti popolari: p. Scannone (gesuita), serve una nuova alleanza tra società, Stato e mercato, nota di Morsolin per SIR-CEI

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25 ottobre 2017 @ 13:15

“In America Latina, ma anche in altre parti del sud del mondo, si sta verificando, soprattutto a partire dal basso, un certo protagonismo della società civile, nella sua distinzione rispetto al mercato e allo Stato. È un nuovo modo di fare politica, che ha come riferimento il bene comune nella forma di interessi di carattere universale, come sono la giustizia, la cosiddetta tripla T (tierra, techo y trabajo, terra, casa e lavoro), l’accesso all’acqua potabile, il rispetto dell’ambiente, la lotta contro l’immunità, l’iniquità o la violenza”. Lo afferma, in una conversazione raccolta per il Sir, il teologo argentino Juan Carlos Scannone, gesuita 86enne, uno dei professori di papa Francesco, a margine del convegno “Cambiare le relazioni tra Stato, mercato e società civile”, organizzato nei giorni scorsi (19-21 ottobre in Vaticano) dalla Pontificia Accademia delle Scienze sociali. Per il teologo gesuita, il maggiore esponente ancora in vita tra i fondatori della cosiddetta “teologia del pueblo”, grazie a tale fenomeno “la società civile si auto-organizza, soprattutto nei suoi settori popolari – in tutti i livelli della convivenza e si coordina in reti, anche globali, senza aspettarsi tutto dallo Stato e dal mercato. Alcuni antecedenti sono stati il movimento per i diritti delle persone di colore negli Stati Uniti, guidato da Martin Luther King, Solidarnosc in Polonia o il movimento popolare contro la dittatura di Marcos nelle Filippine.

In tale contesto, secondo Scannone, si inserisce il magistero di papa Francesco: “Tanto nell’esortazione Evangelii Gaudium, manifesto del suo pontificato, quanto nell’enciclica Laudato Si’, papa Francesco descrive cause ed effetti perversi della attuale crisi socio-ambientale, allo stesso tempo sociale e ambientale”. Il teologo cita, tra l’altro l’esclusione dalla vita lavorativa e sociale di masse di persone, la crescente iniquità, l’assolutizzazione del mercato visto come capace di regolarsi da solo e di dare la regole alla società, “l’egemonia del capitale sul lavoro, della finanza sulla produzione, di alcune nazioni sopra altre, con la corrispondente idolatrizzazione del denaro e del potere”.

Padre Scannone prosegue ricordando l’importanza data da papa Francesco “alla forza storica dei poveri” e al “movimento popolare dei poveri e degli esclusi”, proponendo una nuova “alleanza per il cambiamento” che metta al centro “la dimensione sociale dell’economia sociale di mercato”. Un’alleanza che realizzi per il mondo globale ciò che riuscì a fare l’alleanza che nei Paesi renani portò, all’inizio del ventesimo secolo, a partire dal movimento operaio, alla nascita dell’economia sociale e dello stato sociale.

https://agensir.it/quotidiano/2017/10/25/movimenti-popolari-p-scannone-gesuita-serve-una-nuova-alleanza-tra-societa-stato-e-mercato/

 

Mons. Sánchez Sorondo (Pontificia Accademia Scienze sociali), “correggere gli squilibri di Stato e mercato”, nota di Morsolin pubblicata da agenzia SIR-CEI

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Foto: Monsignor Sanchez Sorondo e Cristiano Morsolin

“Come riconosce l’enciclica Sollicitudo Rei socialis di papa Giovanni Paolo II, esistono ‘strutture di peccato’ che hanno obiettivi e mezzi immorali, che non vivono solo del traffico di persone, le nuove schiavitù, il lavoro forzato, la prostituzione e la vendita di organi, ma che influiscono anche in vari modi per cercare di corrompere le istituzioni riconosciute nella storia umana per il bene comune. Senza una società civile forte, che possa difendere la libertà personale e la solidarietà interpersonale, lo Stato e il mercato diventano forze complementari di dominazione e di saccheggio. Lo Stato tratta le persone come unità amministrative più che come cittadini, mentre il mercato considera le persone come prodotti di base, invece che esseri sociali che sono coinvolti in relazioni e in istituzioni”.

Ad affermarlo è mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, a margine del convegno “Cambiare le relazioni tra Stato, mercato e società civile”, organizzato nei giorni scorsi (19-21 ottobre in Vaticano) dalla stessa Pontificia Accademia. In un colloquio raccolto per il Sir, mons. Sánchez Sorondo spiega che “un problema principale del sistema economico attuale è lo squilibrio nei due obiettivi (creazione di guadagno per investimenti e innovazione, ed eccedente del consumatore e il suo benessere) che non pone attenzione e subordina ad altri due obiettivi (dignità e qualità del lavoro e sostenibilità dell’ambiente) che stanno al centro della difesa della vita umana e della ricerca del bene comune in una società. Bisogna intervenire nella correzione di questi squilibri per frenare il potere di espansione delle multinazionali che – con manovre complesse – stanno mettendo in pericolo il funzionamento adeguato del mercato”.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, residente a Bogotá, che ha partecipato al workshop in Vaticano insieme a una trentina di esperti di tutto il mondo, commenta: “Gli otto uomini più ricchi del mondo hanno la stessa ricchezza di 3 miliardi e 600 milioni di persone più povere e le disuguaglianze producono drammatici movimenti di persone. Bisogna dare risposte globali di fronte a questo dramma sempre vivo delle disuguaglianze seguendo il messaggio profetico di Papa Francesco e le indicazioni della Pontificia Accademia delle Scienze sociali”.

https://agensir.it/quotidiano/2017/10/25/societa-civile-mons-sanchez-sorondo-pontificia-accademia-scienze-sociali-correggere-gli-squilibri-di-stato-e-mercato/

 

“Repubblica” cita Morsolin al convegno Sconfini dell’educazione a Napoli

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Artisti e scrittori incontrano i maestri di strada

Ogni sistema educativo può avere un tallone d’Achille. Ne discutono da tutto il mondo a Napoli esperti, docenti, educatori e artisti al convegno internazionale “Sconfini dell’educazione”, organizzato da Maestri di strada onlus fino a domenica all’Istituto Casanova in via San Sebastiano con il Miur, la Federico II e l’Iis Carlo Urbani di Roma. Stamattina 13 ottobre 2017 intervengono i rappresentanti istituzionali, tra questi il vicesindaco Raffaele Del Giudice, l’assessore Annamaria Palmieri, per il Miur Luisa Franzese e Marco Rossi Doria. Nel pomeriggio con Cesare Moreno e Marcos Antônio Cândido Carvalho, coordinatore di Arteducazione a Salvador de Bahia, artisti e scrittori come Marco Baliani ( foto), Maurizio Braucci e Riccardo Dalisi e Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani a Bogotà.

(il. urb.)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/10/13/artisti-e-scrittori-incontrano-i-maestri-di-stradaNapoli18.html

Info

http://www.maestridistada.it

News dal convegno Sconfini dell’educazione: domani, venerdì 13 ottobre, seconda giornata di incontro. Dalle h 11 alle 11:30 ci sarà un collegamento in diretta dal convegno con la trasmissione di Radio Rai 1 “La radio ne parla” in cui interverranno Cesare Moreno, Cristiano Morsolin e Marcos Antonio Candido Carvalho.

 

Morsolin Cristiano incontra Papa Francesco durante convegno dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali in Vaticano

papa e morsolin ott 2017

Non sacrificare «sull’altare dell’efficienza, il “vitello d’oro” dei nostri tempi, valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la libertà, la famiglia, il creato». È il monito lanciato da papa Francesco parlando stamani ai partecipanti all’incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ricevuti in udienza in Sala Clementina. (IL TESTO DEL DISCORSO)

Le due cause che alimentano l’esclusione

Papa Francesco ha indicato «due cause specifiche che alimentano l’esclusione e le periferie esistenziali». La prima, ha detto, «è l’aumento endemico e sistemico delle diseguaglianze e dello sfruttamento del pianeta, che è maggiore rispetto all’aumento del reddito e della ricchezza». La seconda è «il lavoro non degno della persona umana».

L’aumento di disuguaglianze e sfruttamento

La diseguaglianza e lo sfruttamento «non sono una fatalità e neppure una costante storica», ha osservato il Pontefice. Esse «dipendono, oltre che dai diversi comportamenti individuali, anche dalle regole economiche che una società decide di darsi». Il Papa ha fatto gli esempi della produzione dell’energia, del mercato del lavoro, del sistema bancario, del welfare, del sistema fiscale, della scuola. A seconda di come vengono progettati, cambia la ripartizione di reddito e ricchezza. «Se prevale come fine il profitto, la democrazia tende a diventare una plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta. Ripeto: questo non è una necessità; si riscontrano periodi in cui, in taluni Paesi, le diseguaglianze diminuiscono e l’ambiente è meglio tutelato».

Il lavoro non degno della persona umana

All’epoca della Rerum novarum (1891), ha ricordato il Papa, «si reclamava la “giusta mercede all’operaio”». Oggi, «oltre a questa sacrosanta esigenza, ci chiediamo anche perché non si è ancora riusciti a tradurre in pratica quanto è scritto nella Costituzione Gaudium et spes: “Occorre adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita” (n. 67) e – possiamo aggiungere con l’Enciclica Laudato si’ – nel rispetto del creato, nostra casa comune».

Papa Francesco ha quindi fornito la giusta “ricetta” per la creazione di nuovo lavoro. Occorrono, ha detto, «persone aperte e intraprendenti, relazioni fraterne, ricerca e investimenti nello sviluppo di energia pulita per risolvere le sfide del cambiamento climatico». Ma non basta. Per miscelare bene questi ingredienti servono due accorgimenti: «svincolarsi dalle pressioni delle lobbies pubbliche e private che difendono interessi settoriali» e «superare le forme di pigrizia spirituale». È realistico tutto questo? Il Papa non ha dubbi: si può fare.

«Civilizzare il mercato»

Qual è dunque la sfida da raccogliere? Quella di «”civilizzare il mercato”, nella prospettiva di un’etica amica dell’uomo e del suo ambiente». «Dobbiamo chiedere al mercato – ha ribadito Francesco – non solo di essere efficiente nella produzione di ricchezza e nell’assicurare una crescita sostenibile, ma anche di porsi al servizio dello sviluppo umano integrale». Il Papa ha sottolineato: «Non possiamo sacrificare sull’altare dell’efficienza – il “vitello d’oro” dei nostri tempi – valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la libertà, la famiglia, il creato».

Ripensare lo Stato-nazione

Nel nuovo contesto della globalizzazione occorre ripensare la figura e il ruolo dello Stato-nazione. «Lo Stato – ha spiegato Francesco – non può concepirsi come l’unico ed esclusivo titolare del bene comune non consentendo ai corpi intermedi della società civile di esprimere, in libertà, tutto il loro potenziale». Sarebbe, questa, «una violazione del principio di sussidiarietà». L’obiettivo è dunque quello di «raccordare i diritti individuali con il bene comune».

Il ruolo della società civile

Papa Francesco ha quindi paragonato il ruolo della società civile «a quello che Charles Péguy ha attribuito alla virtù della speranza: come una sorella minore sta in mezzo alle altre due virtù – fede e carità – tenendole per mano e tirandole in avanti». Compito della società civile è dunque quello di «“tirare” in avanti lo Stato e il mercato affinché ripensino la loro ragion d’essere e il loro modo di operare».

https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-accademia-scienze-sociali

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On. Davide Mattiello (PD): nuovo Commento Generale adottato dalle Nazioni Unite sul fenomeno dei bambini in situazione di strada, viene dal basso e rispecchia il confronto avvenuto tra istituzioni internazionali, bambini di strada e lavoratori, operatori sociali e Universitá, una metodologia che potrebbe adottare anche lo Stato Italiano per la cooperazione internazionale Speciale di Morsolin per Vita

Davide davanti Camera Dep 2015

74 esperti di tutto il mondo, in rappresentanza della società civile e del mondo accademico, hanno inviato una lettera aperta alle Nazioni Unite per porre l’attenzione sul tema dei diritti economici, sociali e culturali dei bambini/e, considerando che a Ginevra nel marzo 2012 si stava presentando il nuovo rapporto mondiale sui bambini/e che lavorano e vivono in strada in occasione della 19* sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Il Deputato Davide Mattiello ha diffuso un messaggio-video (https://www.youtube.com/watch?v=tSBSBkxgmu0 ) in appoggio alla lettera aperta all’Onu, promossa da Morsolin Cristiano – esperto di diritti umani in America Latina, insieme a varie personalitá come il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel e la Cattedra Unesco per i diritti umani dell’Universitá di Padova, diretta da Marco Mascia e Antonio Papisca (http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Lettera-aperta-alle-Nazioni-Unite-sui-diritti-dellinfanzia-bisogna-considerare-anche-i-diritti-economici-sociali-e-culturali-affermano-74-esperti-di-tutto-il-mondo/2409). C’è anche l’importantissima adesione del Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel: “condivido le indicazioni dei 74 esperti perché credo sia di vitale importanza tenere in considerazione la partecipazione reale dei bambini/e e giovani nel disegno e nell’implementazione di politiche per l’infanzia in modo che siano ascoltate le loro esperienze. Appoggio tutte le azioni che si possano promuovere per migliorare la qualita’ della vita dei bambini/e che vivono in strada e lavorano, affinché termino le violazioni dei loro diritti”.

INCIDENZA POLITICA DAL BASSO

Le Nazioni Unite riconoscono formalmente i diritti dei bambini in situazione di strada: il Commento Generale a loro interamente dedicato è stato pubblicato dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia di Ginevra nel luglio scorso. Il Commento Generale è l’interpretazione che l’ONU fornisce ai governi di tutto il mondo circa i modi per assicurare che i bambini di strada abbiano l’accesso agli stessi diritti di cui godono tutti gli altri bambini.

Attualmente molti governi non riconoscono ai bambini di strada gli stessi diritti umani degli altri e questa è la prima volta nella storia in cui ottengono un simile riconoscimento.

Un momento di grande importanza a cui si è giunti dopo 5 anni di campagne dedicate, consultazioni innovative e la collaborazione tra bambini di strada, le ONG e la societá civile che si occupano del fenomeno, mondo accademico e l’ONU (http://www.ifejant.org.pe/documentos%20portada/morso.pdf ).

L’ONU ha dato loro voce e adesso, per la prima volta nella storia, ha rilasciato ai governi delle linee guida autorevoli, necessarie a superare al meglio questo gap, creando un ponte tra loro e le Nazioni Unite al fine di riconoscere che i diritti che spettano anche ai bambini meno fortunati.

L’impegno di questa mobilitazione mondiale non si ferma qui. Questo progetto non è altro che l’inizio di una nuova fase di lavoro che prevede la collaborazione di tutto il network e dei governi affinché le linee guida vengano rispettate e diventino una realtà per i bambini di strada in tutto il mondo che si presume siano 100 milioni.

 SEMINARI ACCADEMICI PER DARE VOCE AL CAMBIAMENTO DI PARADIGMA

Tra l’11 e 22 ottobre si stanno organizzando vari seminari accademici di alto livello; “Politiche pubbliche con l’infanzia e adolescenza lavoratrice:prospettive ed esperienze dal Sud Globale” si realizzerá a La Paz -Bolivia (promosso da Universitá di San Andrés UMSA e la rete di Ong EUROPANats).

Il terzo congresso internazionale sull’educatore sociale, promosso dalla Universitá Federale di Maringá dialoga con il Movimento Meninos e Meninas de Rua MNMMR.

Il Convegno Internazionale SCONFINI DELL’EDUCAZIONE si svolge a Napoli (12- 15 ottobre) con la leadership dell’associazione Maestri di Strada e Dipartimento di Studi Umanistici Università degli Studi di Napoli Federico II, Comune di Napoli, insieme a vari esperti provenienti dal Brasile, Colombia, Messico, Spagna, Finlandia, tra cui Marco Rossi Doria -Coordinatore cabina di regia sulla dispersione scolastica.

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http://www.vita.it/it/article/2017/10/10/bimbi-di-strada-un-appello-alle-nazioni-unite/144756/