Viaggio Papa: Inviato speciale di Agi, Salvatore Izzo, intervista Morsolin

papa cartagena

Sembrava stanchissimo e certo faceva impressione quell’occhio nero  sul viso di Papa Francesco, che poco prima di partire dalla Colombia ha commentato scherzosamente: “Mi hanno dato un pugno, sto bene”. Ma almeno due aspetti del “piccolo incidente” nella Papamobile colpiscono molto: quelle contusioni e quelle macchie di sangue sulla veste bianca il Papa se le è procurate per stare in mezzo alla gente, per non respingere il contatto anche fisico con la folla; il Papa si è fatto medicare nella casa-famiglia della signora Lorenza, nel quartiere povero di Cartagena, città turistica ed elegante.

Bergoglio, non volendo, ha confermato con i fatti la sua visione di Chiesa, aperta a tutti, povera e a servizio dei poveri, capace anche di alzare la voce per difenderli. E’ questo alla fine il messaggio che lascia alla Colombia dopo una visita di 5 giorni che ha commosso il mondo intero. E le sue sono consegne precise: “sostenere una inversione di rotta, fuggendo le lusinghe dei potenti di turno” e abbandonare  “la comoda neutralità di quelli che non scelgono nulla per rimanere soli con se stessi”.

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https://www.agi.it/blog-italia/il-papa-pop/papa_francesco_chiesa_colombiana_rivoluzione-2141868/post/2017-09-11/

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In attesa dell’incontro con Cardinale Claudio Hummes – Rete REPAM

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Domani mi incontreró con Cardinale Hummes-presidente REPAM e gia Arcivescovo di Sao Paulo nell’ambito della Visita del Papa Francesco a Bogotá.

Il 5 luglio scorso Hummes é volato a Bogotá per partecipare al V Congreso Mundial de la Conférence Mondiale des Institutions Universitaires Catholiques de Philosophie, COMIUCAP.

La sua lectio magistrales é stata particularmente interessante, tutta incentrata sulle novitá dell’Enciclica Laudato Si. “L’unico obiettivo nella vita di molti è accumulare ricchezze, e questa mentalità giustifica qualsiasi cosa. Dobbiamo cambiare il nostro sistema economico e finanziario, compreso il nostro business esclusivamente orientato al profitto, tutto questo deve cambiare” ha spiegato Hummes.
Il ruolo dei cristiani e della Chiesa cattolica in questa trasformazione sociale, secondo Hummes, deve essere quello di essere “meno consumisti e più umili: infatti la Chiesa cattolica ha parecchie sfide e responsabilità davanti alla società di oggi. Per chi crede, questo significa non distruggere il creato di Dio, ma curarlo, perché è la nostra casa comune”. Commentando l’enciclica Laudato sì (49), ha affermato che per tutti, credenti e non, “c’è una questione etica: poiché la distruzione ambientale aumenta la povertà, abbiamo tutti il dovere di ascoltare e offrire solidarietà al grido dei poveri e al pianto della Terra”.

Il cardinale brasiliano non ha nascosto la sua stima per “un pontificato straordinario”, sottolinenando che “Papa Francesco ha spinto la Chiesa ad aprirsi, a uscire, soprattutto verso la periferia e i poveri, chiedendo di essere solidali con lui e accompagnarlo. Lo fa sempre con grande impegno. Questo è forse il tratto più evidente di questi quattro anni. Come pure la questione della pace, un’altra sfida concreta. Il Papa sta sempre dove esistono conflitti, sta lì, va personalmente o convoca i poteri pubblici e le autorità coinvolte per incitarli ad avviare processi di pace, di dialogo, di apertura».

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http://www.farodiroma.it/2017/07/11/colombia-cardinale-hummes-prepara-la-strada-al-viaggio-francesco-c-morsolin/

El primer mensaje de Papa Francisco en Colombia es dirigido a los adolescentes y jóvenes en situación de vulnerabilidad y de calle; comentario de Morsolin C.

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El Papa Francisco acaba de llegar a Bogotá y frente a la Nunciatura escucha con atención el rap y los bailes de los adolescentes y jóvenes de e Idipron (Instituto Distrital para la Protección de la Niñez y la Juventud), quienes hicieron una presentación artística para él y le regalaron una ruana blanca, hablaron de cómo el trabajo del padre (misionero italiano) Javier de Nicoló los rescató de las calles desde hace 50 años y pidieron su beatificación.

María Fernanda, 17 años, representante de IDIPRON comenta: “No queremos ser considerados desechables, queremos ser reconocidos de verdad por una sociedad que explota nuestra debilidad en la calle. Este “parche” (jerga colombiana) te da la bienvenida, Gracias PAPA’ (con acento!).

El Papa Francisco se entusiasma a escuchar la lucha, el cambio de tantos adolescentes y jóvenes en situación de calle que bailan al ritmo de 4 tambores colorados hechos con material de reciclaje. Papa Francisco responde: “Gracias por sus esfuerzos, son héroes, sigan valientes, sigan con coraje, no se dejen robar la esperanza. No pierdan la alegría y la esperanza”.

Cristiano Morsolin, experto de derechos humanos y cuestiones latinoamericanas, subraya: “Estas palabras de coraje de Papa Francisco hacia un sujeto históricamente excluido como los niños, niñas, adolescentes y jóvenes en situación de calle y trabajadores representan un importante respaldo a un proceso colectivo de organizaciones sociales a nivel mundial (Latinoamérica, África, India, Europa) que se están movilizando desde 2012 logrando que el Comité de Naciones Unidas sobre Derecho del Niño de Ginebra apruebe de recién el Comentario General (n. 21) de Naciones unidas sobre niños y niñas y adolescentes en situación de calle, tema que será profundizado en un seminario internacional ( 12-15 de octubre) en la Universidad de Nápoles (Italia)”,concluye Morsolin.

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cristiano y sara en suisa

Papa in Colombia: in un incontro all’Università Javeriana la Chiesa chiede perdono per episodi di partecipazione alla violenza. Speciale di Morsolin per SIR-Vaticano

vescovo vera eyo

“Richiesta di perdono da parte dei membri della Chiesa cattolica per la sua partecipazione nella violenza in Colombia” è stato il titolo dell’incontro che si è svolto nella Pontificia Università Javeriana di Bogotá il 3 e 4 settembre. Tra i presenti, alcune vittime del conflitto e mons. Raul Vera, vescovo di Saltillo (Messico), con passate esperienze tra gli indigeni del Chiapas. “Questa richiesta di perdono, promossa con il sostegno della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Javeriana, fa parte di una serie di celebrazioni legate all’arrivo di Papa Francesco e anche della Settimana della pace che Ong, Università, Chiesa cattolica ogni anno organizzano a settembre”, fa notare Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e questioni latinoamericane.

Una delle vittime intervenute alla Javeriana è Marcia Mejía Chirimía, che mostra con orgoglio il suo vestito colorato, tipico del popolo Eperara Siapidara. Marcia, che vive nella zona della costa pacifica colombiana, spiega al Sir: “In questi 500 anni di storia la Chiesa ha in molti casi utilizzato il Vangelo per far scomparire le tradizioni dei popoli ancestrali. Oggi è un giorno di memoria, di resistenza e di dolore profondo, però malgrado tutto, anche di speranza, incontro e riconciliazione”.

Il vescovo Vera ha ricordato “con emozione” il discorso di Papa Francesco tenuto nel luglio 2015 a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, quando disse: “Chiedo umilmente perdono, non solo per le offese della propria Chiesa, ma per i crimini contro le popolazioni indigene durante la cosiddetta conquista dell’America”. Il vescovo ha poi sottolineato l’importanza del documento finale di Aparecida (2007), nella cui stesura ebbe un importante ruolo l’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Bergoglio, documento “che rappresenta una sintesi di tutta la storia della Chiesa latinoamericana impegnata nell’opzione preferenziale per i poveri. Siamo contenti della visita di Papa Francesco in una terra martoriata come la Colombia”.

https://agensir.it/quotidiano/2017/9/6/papa-in-colombia-in-unincontro-alluniversita-javeriana-la-chiesa-chiede-perdono-per-episodi-di-partecipazione-alla-violenza/

Papa in Colombia: una celebrazione in memoria del vescovo Gerardo Valencia Cano, commento di Morsolin per SIR

Mons. Gerardo Cano 31 agosto

Ieri pomeriggio, 31 agosto, si è svolta una celebrazione ecumenica nel Centro della memoria di Bogotá, in preparazione all’imminente visita del Papa, per ricordare i 100 anni dalla nascita del vescovo Gerardo Valencia Cano (2017-1972), morto in un incidente aereo avvenuto nel febbraio 1972, mentre era vicario apostolico di Buenaventura. Per la celebrazione è stato scelto un luogo particolarmente simbolico nel centro della capitale colombiana, che raccoglie 30mila reperti ossei di persone vittime del conflitto armato.

Mons. Valencia Cano partecipò al Concilio Vaticano II a Roma (1962-1965, firmò il cosiddetto Patto delle Catacombe con Dom Helder Camara, fu animatore dei primi incontri missionari continentali e tra i protagonisti del convegno della Chiesa latinoamericana di Medellín.

Gabriel Rodrigo Díaz Duque, amico personale di mons. Valencia, ha commentato: “Per il fratello Gerardo ci sentiamo figli dello Stesso Padre, ci ha insegnato è necessario rompere le frontiere, dire no al razzismo, avere coraggio di interpellare i potenti, denunciare gli absi del capitalismo selvaggio”. La religiosa Maritze Rigos (missionaria che accompagna le vittime del Massacro di Trujillo) aggiunge, prendendo spunto dal pensiero del Vescovo: “Se il cristiano crede nella fecondità della pace, allora crede che la giustizia sia la condizione ineguagliabile per arrivare alla vera pace e far uscire America Latina da una condizione di ingiustizia e violenza istituzionalizzata”.

Cristiano Morsolin, esperto in diritti umani e questioni latinoamericane ha partecipato all’incontro a Bogotá e spiega al Sir che “il messaggio di opzione preferenziale per i poveri di mons. Valencia è molto attuale considerando la dinamica colombiana alla ricerca di pace e riconciliazione. Bisogna ricordare che nel giugno scorso Buenaventura, nella Costa del Pacifico è stata lo scenario di un lungo sciopero per chiedere scuole, ospedale, acqua pulita”, come riportato dal Sir. L’attuale vescovo di Buenaventura, monseñor Héctor Epalza Quintero, ha inviato un messaggio per l’incontro di Bogotá dove sottolinea: “Il fratello maggiore mons. Gerardo Valencia per Buenaventura e la Costa del Pacifico fu il profeta che con libertà di spirito ha reclamato in favore della dignità del popolo afrocolombiano, indigeno e mestizo. Anticipando l’insegnamento di Papa Francesco di essere pastore ‘con l’odore delle pecore’, mons. Valencia promosse una forte esperienza di Chiesa dei poveri, basata in una fraternita senza frontiere di nessun tipo”.

 https://agensir.it/quotidiano/2017/9/1/papa-in-colombia-una-celebrazione-in-memoria-del-vescovo-gerardo-valencia-cano/

Guatemala: manifestazioni contro la volontà del presidente Morales di espellere funzionario Onu anticorruzione. Commento Morsolin per agenzia SIR-CEI.

guate CICIG

Prosegue da giorni a Città del Guatemala, capitale dell’omonima repubblica centroamericana, la protesta di numerosi di cittadini e ong contro l’annunciata decisione del presidente Jimmy Morales di voler espellere, in quanto persona non gradita, l’alto funzionario Onu Iván Velásquez, colombiano, coordinatore della Commissione Cicig (Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala). Un tentativo, per ora stoppato dalla Corte Costituzionale, che trova la sua origine nella richiesta da parte di Velásquez di togliere l’immunità a Morales, con lo scopo di verificare possibili episodi di corruzione messi in atto durante la campagna elettorale che ha portato il presidente, in precedenza comico televisivo, alla guida del Paese.

“Ho conosciuto a Bogotá il magistrato colombiano Iván Velásquez che in Colombia ha lavorato molto nel denunciare e perseguire la para-politica e la corruzione”, commenta dalla capitale colombiana per il Sir Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e di questioni latinoamericane. “Il Guatemala è una Repubblica presidenziale con una storia politica di colpi di Stato e guerra civile. Il sistema giudiziario del Paese è malfuzionante e corrotto e per questo motivo è stata creata nel 2007 la Cicig: un esperimento delle Nazioni Unite nato per combattere attivamente la corruzione nel Paese, contrastare la criminalità organizzata e smantellare i traffici illeciti, a fianco del sistema giudiziario locale. La Cicig è la dimostrazione che esiste una giustizia transnazionale efficace, negli anni scorsi le Nazioni Unite hanno appoggiato la condanna per corruzione che nel 2015 ha portato all’arresto dell’allora presidente della Repubblica, l’ex generale Otto Pérez Molina”.

Per Gerard Lutte, professore emerito all’Università La Sapienza e coordinatore del Movimento dei giovani di strada del Guatemala Mojoca, “la mossa di Morales non è stata ben calcolata, perché immediatamente l’Onu, l’Unione europea, gli Usa e molti altri Paesi hanno manifestato il loro appoggio a Velásquez. Anche in Guatemala, molte Associazioni si sono schierate con il giudice colombiano e il popolare procuratore della Repubblica Thelma Aldana”.

https://agensir.it/quotidiano/2017/8/31/guatemala-manifestazioni-contro-la-volonta-del-presidente-morales-di-espellere-funzionario-onu-anticorruzione/

 

Brasil: 20 anos após morte de Betinho, Brasil corre risco de voltar ao Mapa da Fome, denunciou Eduardo Suplicy (PT)

Suplecy PT en Bogota nov 2015

“O PESADELO DA FOME PODE VOLTAR!” denunciou Eduardo Suplicy, o vereador mais votado da história de São Paulo e do Brasil com 301.446 votos:

“Que o apelo de Betinho possa ressoar com força junto a todo povo brasileiro, para que não permitamos qualquer retrocesso no combate à fome e à miséria. Falecido há 20 anos, se vivo fosse, ele estaria conclamando ao governo que não permitisse a queda de 14,2 milhões, em julho de 2015, para 12,6 milhões de famílias beneficiárias do Programa Bolsa Família”.

Há 20 anos, às 21h10 de uma noite de sábado, o Brasil perdeu Herbert de Souza, o Betinho, um sociólogo que dedicou a vida à defesa do interesse coletivo, à luta pela ética na política e contra a fome e a miséria (www.celebrarbetinho.org.br ). O contexto da sociedade brasileira — com 14 milhões de desempregados, avanço da pobreza e redução nos gastos públicos com saúde, educação e segurança — faz pensar em como seriam os dias atuais sem essa ausência.

No mês passado, 20 instituições da sociedade civil apresentaram o relatório Luz da Agenda 2030 de Desenvolvimento Sustentável. O documento analisa o desempenho do Brasil para o cumprimento dos 17 objetivos de desenvolvimento sustentável da Organização das Nações Unidas (ONU), mas trouxe alerta sobre o risco de o país voltar a constar no próximo Mapa da Fome. Esse levantamento — feito pela instituição da ONU que lida com a agricultura e a alimentação, a FAO — indica em quais nações mais de 5% da população ingerem diariamente menos calorias que o recomendado. O combate à fome era bandeira de Betinho.

Só em 2014, o Brasil desapareceu do Mapa da Fome. Pela primeira vez, 3% dos brasileiros tinham que lidar com a falta de condições para satisfazer a necessidade vital por comida, e, assim, o mapa do país deixou de ganhar, no levantamento da FAO, a cor avermelhada. Apesar do aumento da pobreza e da degradação das condições sociais, o Bolsa Família atende hoje 800 mil famílias a menos em comparação com 2013.

Em nota (http://www.correiobraziliense.com.br/app/noticia/brasil/2017/08/09/internas_polbraeco,616286/apos-morte-de-betinho-brasil-corre-risco-de-voltar-ao-mapa-da-fome.shtml ), o Ministério do Desenvolvimento Social (MDS) argumenta que o aumento da pobreza e da miséria no Brasil, presente no relatório, é consequência da irresponsabilidade fiscal do governo Dilma Rousseff (PT) e de uma condução desastrosa da política econômica. “Assumimos o governo com as contas deficitárias. Mesmo assim, reajustamos o benefício médio do Bolsa Família em 12,5%, o que não era feito havia dois anos, e isso teve forte impacto na vida da parcela mais vulnerável da população”, explica o ministro da pasta, Osmar Terra (PMDB).

Suplicy fala em ato do Movimento Nacional da População de Rua, que antecede o “Dia Nacional de Luta da População de Rua”. 18 de agosto tem Seminário sobre o tema na Câmara:

https://www.facebook.com/EduardoSuplicy/?hc_ref=ARRMWxOsCi3_WGbCfJB_qLBNJw_JAWCM10UUIPQXZUtgc-7YilrBD2yD9Eswl288sZY&fref=nf&pnref=story

ENTREVISTA EXCLUSIVA A EDUARDO SUPLICY

Durante um seminário internacional, realizado em Bogotá (20.11.2015), eu consegui entrevistar Eduardo Matarazzo Suplicy, após 24 anos como senador do PT, hoje, com 74 anos, dirige a Secretaria Municipal dos Direitos Humanos, na metrópole de São Paulo, responsável por coordenar políticas públicas para a infância e adolescência, juventude, LGBT [Lésbicas, Gays, Bissexuais e Transexuais], imigrantes, entre outros públicos.

Dirigente histórico do Partido dos Trabalhadores do Brasil (PT), professor de Economia da Escola de Administração de Empresas e de Economia de São Paulo, entre outras instituições, é autor do livro “Renda básica de cidadania, a resposta dada pelo vento”, um texto que aprofunda a ideia medular da sua carreira como político.

Eu liderei uma carta aberta às Nações Unidas sobre o tema das crianças e adolescentes em situação de rua e dos trabalhadores, firmada por 74 especialistas de todo o mundo (7) e que, no Brasil, foi apoiada pelo senador Cristovam Buarque, ministro da Educação do primeiro governo do presidente Lula (ele publicou vários de meus artigos) (8) e por Verônica Müller, professora da Universidade de Maringá [Paraná] e membro do Movimento Nacional Meninos e Meninas de Rua (MNMMR). O que pensa sobre essa problemática da infância e adolescência em situação de rua, hoje, relacionada, no Brasil, ao debate sobre a redução da idade penal?

Resposta: É um tema muito importante, por isso deixo uma mensagem em vídeo (que, após pronta, será divulgada), para que possam difundir em nível mundial. Se queremos reduzir a criminalidade violenta, necessitamos de instrumentos que elevem o nível de justiça na sociedade, não devemos reduzir a idade penal. Para prevenir a criminalidade juvenil, tem que se priorizar a educação de qualidade para todos e todas, desde a primeira infância, com o objetivo de promover um desenvolvimento integral. Nessa ótica, a “Renda Básica Cidadã” é uma ferramenta para reduzir a criminalidade e a violência nas favelas. A Prefeitura de São Paulo abriu uma consulta, até 30 de novembro [de 2015], para debater a implementação de turno [escolar] para 100 mil alunos da rede municipal, em 2016. O programa “São Paulo Integral” pretende ampliar a jornada escolar de cinco horas para sete horas, mesclando disciplinas, como Matemática e Português, com atividades esportivas e culturais. Desde 2013, 72 mil crianças estão matriculadas em 367 escolas da cidade, com educação em tempo integral.

VIDEO ENTREVISTA DE MORSOLIN A EDUARDO SUPLICY:

https://www.youtube.com/watch?v=gZ96HdVWqz8