Il Papa incrocia lo sguardo dei bambini di strada. Articolo di Morsolin C. per Unimondo

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La quiete della Nunziatura apostolica a Bogotá viene presa di mira dai 4 tamburi e dai balli dei ragazzi di strada che aspettano l’arrivo del Papa Francesco alle h. 19.00 del 6 settembre scorso. Al ritmo rap gli adolescenti che hanno abbandonato la strada grazie all’ Instituto Distrital para la Protección de la Niñez y la Juventud IDIPRON, cantano e suonano una presentazione musicale di bienvenida… María Fernanda, 17 anni, in rappresentazione dell’IDIPRON racconta al Papa: “Non vogliamo essere considerati scarti perché viviamo in strada, vogliamo essere davvero riconosciuti da una societá che invece sfrutta la nostra debolezza in strada. Questo “parce” (clan) ti dá il benvenuto! Ti chiediamo di beatificare il nostro fondatore di IDIPRON, il salesiano italiano padre Saverio de Nicoló. Grazie papá…”.

Dopo 14 ore di lungo viaggio, Papa Francesco appare affaticato ma accende l’entusiasmo con il suo primo discorso in terra colombiana: “Grazie ragazzi per i vostri sforzi, siete piccoli eroi, coraggiosi …e ora camminate con coraggio. Non permettete a nessuno che vi rubi la speranza. Non perdete mai l’allegria”.

Ecco una chiave interpretativa del viaggio del Papa in Colombia: un messaggio di incoraggiamento per migliaia di bambini, adolescenti, giovani in situazione di strada che fin dagli anni ’90 venivano selvaggiamente assassinati a Bogotá come a Rio de Janeiro nell’ambito di una “pulizia etnica” che continua tuttora: proprio a luglio il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti del fanciullo di Ginevra – per la prima volta dal 1989 – ha scritto delle Osservazioni Generali dell’ONU a questo settore storicamente escluso come i ”bambini e adolescenti in situazione di strada e lavoratori” – grazie alla pressione della societá civile internazionale che ho promosso personalmente fin dal 2012 con una lettera aperta all’ONUdi 74 esperti a livello mondiale, con il sostegno del Cipsi, con il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel, con universitá e organizzazioni sociali di tutto il mondo, un percorso documentato costantemente da Unimondo.

Un percorso non limitato soltanto all’America Latina. L’On. Davide Mattiello, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, giá dirigente nazionale di Libera e Benvenuti in Italia, ha sintezzato di questo percorso globale di mobilitazione internazionale: “Ho iniziato il mio percorso sociale con l’educativa di strada promossa dall’Associazione ACMOS che ho fondato a Torino nel 1999. È necessario approfondire l’analisi delle cause e della ricerca di soluzioni che conducano a migliori interventi governativi fondati su politiche pubbliche culturalmente pertinenti e socialmente effettive, traducendo anche in politiche globali le buone pratiche della societá civile internazionale. Il testo del Commento Generale viene dal basso e rispecchia il confronto avvenuto tra organizzazioni internazionali, bambini di strada e lavoratori, operatori sociali e Universitá in occasione delle consultazioni realizzate appositamente per la sua formulazione nei tre continenti, una metodologia che deve continuare anche per verificare la sua applicazione nei vari stati e sopratutto una metodologia che potrebbe adottare anche lo Stato Italiano per la cooperazione internazionale”.

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http://www.unimondo.org/Notizie/Il-Papa-incrocia-lo-sguardo-dei-bambini-di-strada-169046

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