Nasce in Vaticano la nuova rete internazionale contro corruzione, crimine organizzato e mafie. (di C. Morsolin) speciale per IL FARO

Cardenal Turkson in Bolivia

La corruzione, prima di essere un atto è una condizione: di qui, la necessità della cultura, dell’educazione, dell’istruzione, dell’azione istituzionale, della partecipazione della cittadinanza”. Lo afferma il documento finale del “Dibattito internazionale sulla corruzione” e obiettivi della Consulta internazionale sulla giustizia, la corruzione, il crimine organizzato, le mafie, che orienterà, a partire da settembre, le proprie iniziative guardando all’impegno che emerge dall’intenzione universale che Papa Francesco ha affidato alla sua Rete mondiale di preghiera per tutto il febbraio 2018, ancora nel ricordo dell’omicidio del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote e martire: “Perché coloro che hanno un potere materiale, politico o spirituale non si lascino dominare dalla corruzione”.  Dal Dibattito internazionale sulla corruzione, ricorda il documento finale inviato in questi giorni a tutti i membri dell’organismo, “è emersa la volontà di fare fronte comune contro le diverse forme di corruzione, crimine organizzato e mafia”.  La Consulta si propone, così, di formulare diverse definizioni del concetto di “corruzione” e non si ridurrà “a pie esortazioni, perché occorrono gesti concreti. L’impegno educativo esige, infatti, maestri credibili, anche nella Chiesa”.

La Consulta, prosegue il documento finale, “costituirà una rete a livello internazionale. La Chiesa, nel mondo, è già una rete, e per questo può e deve mettersi al servizio di tale intenzione con coraggio, decisione, trasparenza, spirito di collaborazione e creatività”.

“Non è credibile – si legge nel testo – chi cerca alleanze per privilegi, esenzioni, vie preferenziali o anche illecite. Noi tutti diverremo irrilevanti, dannosi e pericolosi se agiremo in questo modo. Non è credibile chi approfitta della sua posizione per raccomandare persone spesso non raccomandabili, sia sul piano del valore, sia sul piano dell’onestà. Così, l’azione della Consulta sarà educativa e istruttiva, e si rivolgerà all’opinione pubblica e a molteplici istituzioni per generare una mentalità di libertà e giustizia, in vista del bene comune”.

“Non si conoscono, in genere, le conseguenze della corruzione: spesso non si ha la consapevolezza che un crimine ha alle spalle un atto di corruzione”, avverte il documento, che è stato inviato ieri ai membri della Consulta, che interverrà “per colmare tale carenza, soprattutto lì dove, nel mondo, la corruzione è essa stessa sistema sociale dominante”. La Consulta, inoltre, approfondirà lo studio riguardo a una “risposta globale” – attraverso le Conferenze episcopali e le Chiese locali – “sulla scomunica ai mafiosi e alle organizzazioni criminali affini e sulla prospettiva di scomunica per la corruzione”.

Il documento finale del “Dibattito internazionale sulla corruzione” deve animare la riflessione in paesi latinoamericani ostaggio della corruzione come per esempio la Colombia.

RINGRAZIAMO IL CARDINALE TURKSON PER ASCOLTARE IL CLAMORE DELLA SOCIETA’ CIVILE GLOBALE CHE LOTTA CONTRO MAFIE E CORRUZIONE.

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http://www.farodiroma.it/2017/08/02/nasce-vaticano-la-nuova-rete-internazionale-corruzione-crimine-organizzato-mafie-modello-della-colombia-c-morsolin/

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