Il cardinale Hummes prepara la strada al viaggio di Francesco – di Morsolin C.

cardinal hummes TRES 2017

Nel programma della prossima visita di Papa Francesco in Colombia, missionari, osservatori e Ong, fanno notare una gravissima assenza. Malgrado gli incontri precedenti che hanno caratterizato ogni viaggio del Papa in America Latina, in Ecuador, in Bolivia, in Paraguay, in Messico, la potentissima Conferenza Episcopale colombiana, é riuscita a bloccare l’incontro del Papa con i movimenti sociali, le organizzazioni popolari che da 50 anni lottano per la difesa dei diritti umani e costruiscono pace.

Ancora una volta Papa Francesco riesce a salvare la situazione “scomoda” proponendo un sinodo per i popoli e nazioni che vivono nella foresta pluviale dell’Amazzonia, popoli che appartengono attualmente a 9 Paesi: Brasile (67%), Perù (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela (1%), Suriname, Guyana e Guyana francese (insieme 0,15%).
Su questa ipotesi il cardinale brasiliano Claudio Hummes, presidente della Rete Ecclesiale Pan-amazzonica (Repam), ha rilasciato alla Radio Vaticana un commento: «Questa è una notizia molto importante nella direzione di una Chiesa più inculturata, con un volto più amazzonico, una Chiesa impegnata nella difesa dell’Amazzonia che rischia di essere distrutta, devastata, degradata! Prima di tutto ci sono pochi missionari in Amazzonia. C’è una grande mancanza di presenza più vicina ai popoli indigeni soprattutto all’interno dell’Amazzonia».
«Questa presenza fisica della Chiesa attraverso sacerdoti e diaconi è molto precaria», ha spiegato Hummes, «gli indigeni si lamentano di questo, vorrebbero che la Chiesa fosse più vicina; forse una volta era più vicina, però oggi per tanti motivi questa presenza è diminuita. Inoltre c’è la questione dell’inculturazione: dare un volto amazzonico, vuol dire una Chiesa che è inculturata nelle culture originarie del luogo. C’è un lungo cammino da fare e un Sinodo potrebbe incoraggiare, indicare delle vie in questo senso… potrebbe, prima di tutto, incoraggiare questo processo di inculturazione. Sarebbe un momento senz’altro molto fruttuoso per la Chiesa in Amazzonia».

Il cardinale Hummes a Bogotá

Claudio Hummes, cardinale brasiliano, è un alto rappresentante della Chiesa Cattolica. È stato Arcivescovo di San Paolo fra il 1998 e il 2006, poi è stato nominato Prefetto della Congregazione Vaticana per il Clero. È molto ben conosciuto per il suo coinvolgimento personale nelle cause a favore dei poveri e degli esclusi. Papa Francesco stesso ha reso pubblico l’aneddoto per cui alla fine del Conclave che lo ha eletto, quando la conta dei voti aveva reso evidente la sua elezione al soglio pontificio, il Cardinal Hummes gli si sarebbe rivolto così: “non dimenticare i poveri!”.
Una volta terminato il suo impegno a Roma è tornato in Brasile, continuando la sua battaglia contro povertà ed emarginazione. Recentemente Hummes è stato nominato Presidente della Rete delle Chiese Pan-Amazzoniche (REPAM), un’organizzazione che riunisce le diocesi cattoliche del bacino del Rio delle Amazzoni, situate in otto paesi diversi: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana e Suriname.
Il 5 luglio scorso Hummes é volato a Bogotá per partecipare al V Congreso Mundial de la Conférence Mondiale des Institutions Universitaires Catholiques de Philosophie, COMIUCAP.

La sua lectio magistrales é stata particularmente interessante, tutta incentrata sulle novitá dell’Enciclica Laudato Si. “L’unico obiettivo nella vita di molti è accumulare ricchezze, e questa mentalità giustifica qualsiasi cosa. Dobbiamo cambiare il nostro sistema economico e finanziario, compreso il nostro business esclusivamente orientato al profitto, tutto questo deve cambiare” ha spiegato Hummes.
Il ruolo dei cristiani e della Chiesa cattolica in questa trasformazione sociale, secondo Hummes, deve essere quello di essere “meno consumisti e più umili: infatti la Chiesa cattolica ha parecchie sfide e responsabilità davanti alla società di oggi. Per chi crede, questo significa non distruggere il creato di Dio, ma curarlo, perché è la nostra casa comune”. Commentando l’enciclica Laudato sì (49), ha affermato che per tutti, credenti e non, “c’è una questione etica: poiché la distruzione ambientale aumenta la povertà, abbiamo tutti il dovere di ascoltare e offrire solidarietà al grido dei poveri e al pianto della Terra”.

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http://www.farodiroma.it/2017/07/11/colombia-cardinale-hummes-prepara-la-strada-al-viaggio-francesco-c-morsolin/

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