Fra due ore si firmera´accordo definitivo di pace in Colombia, speciale di Morsolin

Presidente santos y yo de espalda 3 agosto 2016

Este proceso ha estado acompañado siempre por la creatividad, expresó el Presidente Santos este miércoles, en el Encuentro Nacional “La creatividad para construir paz”, organizado por el diario El Espectador.

Oggi h. 11.00 al Teatro Colon di Bogotá si firmera’ accordo definitivo di pace (dopo 4 annunci e varie versioni).

Da Londra, giovedi 3 novembre, il presidente Juan Santos ha dato l’ordine all’equipe negoziatrice del Governo di volare all’Avana per definire con la FARC le nuove modifiche dopo il referendum che includano le 410 proposte elaborate dal Centro Democratico, capitanato dall’ex presidente Alvaro Uribe. La maratona del presidente Santos è contro il tempo: un nobel di pace non si può ricevere senza raggiungere la pace definitiva e quindi sembra ostaggio della cerimonia ufficiale ad Oslo, il 10 dicembre.

È stato firmato a L’Avana, capitale di Cuba, sabato 12 novembre, il nuovo accordo di pace tra il Governo colombiano e il gruppo guerrigliero (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), Farc-Ep, a soli quaranta giorni dalla bocciatura del precedente accordo da parte dei colombiani, in occasione del referendum confermativo, di cui FarodiRoma ha ampiamento scritto.

L’accordo parziale firmato è “il migliore” che poteva essere raggiunto, ha precisato il rappresentante di Bogotà nel tavolo dei negoziati, Humberto La Calle. “È il trattato della fiducia”, ha sottolineato a sua volta il rappresentante delle Farc Ivan Marquez. La partecipazione politica degli ex guerriglieri delle Farc resta l’unica componente invariata. Secondo quanto emerso, comunque, le Farc non riceveranno automaticamente seggi al Congresso, ma potrebbero candidarsi alle elezioni.
Il capo dello Stato colombiano ha detto che nel nuovo testo vengono definite con precisione “le restrizioni della libertà” cui saranno sottoposti i membri delle Farc. È stata quindi recepita una delle obiezioni principali del fronte del ‘no’ al referendum.

Il giudizio di Santos

Dall’Economic Coperation Forum Asia-Pacifico (Apec) che si sta tenendo in questi giorni a Lima, il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha affermato che il nuovo accordo di pace raggiunto dal governo con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) è “molto meglio” di quello che è stato firmato lo scorso settembre e respinto poi con il referendum del 2 ottobre. Il nuovo accordo, che prevede 56 modifiche sostanziali, sarà sottoposto all’approvazione del Congresso colombiano così come aveva chiesto il suo predecessore e sostenitore del “no” Alvaro Uribe. “Non potevamo sprecare sei anni di negoziati con un probabile ritorno alla guerra. Sarebbe stata una mossa assurda” ha detto Santos, che ha tenuto anche a sottolineare l’importanza di ottenere a breve il via libera per il nuovo accordo.

“Il nostro è l’ultimo conflitto nel continente americano che diventerà un continente in pace in un mondo che, purtroppo, ancora ha molti problemi e molte guerre”. Il Presidente colombiano non ha dimenticato di rimarcare il “sostegno internazionale” sia da parte degli Stati Uniti attraverso il Segretario di Stato John Kerry che dell’Unione europea. Durante il vertice Santos ha avuto alcuni bilaterali importanti, con il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente cinese Xi Jinping ma anche con il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, del Cile, Michelle Bachelet, e con il padrone di casa peruviano, Pedro Pablo Kuczynski. Al Presidente colombiano, da Cuba, fa eco il capo delle Farc Rodrigo Londono Echeverri, alias ‘Timoshenko‘, che ha confermato “il nuovo accordo siglato con il governo è definitivo“. Londono ha rimarcato che le Farc stanno adempiendo “rigorosamente” a quanto stabilito in quanto “gli accordi sono sacri” e ha evidenziato, come Santos, l’importanza della partecipazione della società civile nella stesura del nuovo documento: “La Colombia è in debito con voi”.

I termini del nuovo accordo

Sulla controversa questione della giustizia, il capo negoziatore del partito di governo, Humberto de la Calle, ha fatto capire ai giornalisti che sarebbe stata mantenuta la disposizione che gli autori di reati gravi pentiti eviteranno la prigione. “Le caratteristiche e i meccanismi di restrizione della libertà sono stati specificati in modo concreto”, ha detto, affermando ugualmente che il sistema giudiziario speciale da istituire non includerà giudici stranieri, contrariamente a quanto è stato inizialmente previsto.
Da parte loro, le Farc si sono impegnate a effettuare” un inventario di beni e attiviti” nel quadro del risarcimento alle vittime.

Commenti coraggiosi dalla Farnesina

Soddisfazione della Farnesina per il nuovo accordo di pace tra le Farc e il governo colombiano, dopo la bocciatura della prima intesa nel referendum del 2 ottobre. “Mi auguro che nuovo accordo tra Governo e Farc sia passo decisivo verso una pace duratura” commenta Paolo Gentiloni.

Il vice ministro degli Esteri del Governo italiano con delega alla cooperazione internazionale, Mario Giro, ha idee chiare su questa trattativa: “il “Trattato della fiducia” include punti respinti da chi sostenne il No al referendum.
Le dichiarazioni di Uribe, da sempre oltranzista, personalmente mi fanno ben sperare. Non ci sono retroscena da raccontare su questo nuovo trattato: per il futuro del Paese adesso ci vuole fiducia tra le parti e ancora un po’ di tempo. Felice e spontanea in questo senso è stata la definizione che Marquez (Farc) ha dato al nuovo accordo: “Il trattato della fiducia”.
Il governo della Colombia e il gruppo guerrigliero delle Farc hanno infatti raggiunto a Cuba un nuovo accordo di pace che include alcuni dei punti richiesti dal fronte di chi nel referendum dello scorso 2 ottobre ha respinto la prima intesa tra le due parti.
L’accordo di poche ore fa, raggiunto all’Avana dopo diversi giorni di trattative, è “il migliore” che poteva essere raggiunto, ha precisato il rappresentante di Bogotà nel tavolo dei negoziati, Humberto La Calle. Da parte sua, l’ex presidente Alvaro Uribe, tra i principali e influenti fautori del ‘no’ nel referendum di ottobre, ha in una breve dichiarazione chiesto che quello annunciato all’Avana non sia considerato un accordo “definitivo”. Ancora una volta, non si può tornare indietro. La pace definitiva è a un passo”, conclude Mario Giro.

La dichiarazione coraggiosa di un rappresentante diplomatico del Governo Renzi che considera Uribe “un presidente da sempre oltranzista” costituiscono un importante riconoscimento politico anche al lavoro della societa’ civile che da oltre un decennio considera Uribe, un rischio per la democrazia. Numerosi analisti e accademici colombiani hanno introdotto nelle scienze politiche la categoria dello “Stato catturato dalle mafie”: al riguardo ho pubblicato un libro con l’Istituto CINEP e la Pontificia Universita’ Javeriana dei gesuiti a Bogotá.

CONTINUA A LEGGERE:

http://www.farodiroma.it/2016/11/21/colombia-lotta-contro-il-tempo-per-approvare-le-modifice-al-trattato-di-pace-di-c-morsolin/

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