Colombia. Continua l’apartheid sociale. “Hanno vinto i signori della guerra?” Inchiesta di Cristiano Morsolin

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Angela e’ una bambina di 5 anni, fa parte del popolo indigeno embera e domenica 30 ottobre ha viaggiato tutta la notte in bus per scappare da un enfrentamiento (scontro armato) nella sua contrada di Luisaralda, la incontro in pieno centro di Bogotá (carrera 7), alle 4,40 del pomeriggio di venerdi 4 novembre, scalza, affamata, malvestita nella fredda notte della capitale, porta sulle spalle il fratellino Alexander, 4 mesi , la accompagna la mamma Deisy, 20 anni, la paura della guerra nei suoi occhietti vispi, come quelli di migliaia di desplazados (rifugiati interni) che continuano ad arrivare ogni giorno a Bogotá. Telefono a quattro centri d’accoglienza per desplazados ma sono aperti solo fino alle 5.00 del pomeriggio come l’orario d’ufficio di qualche istituzione europea. Ecco l’ennesimo volto della segregazione che aggrava il conflitto sociale che con la guerra si trascina da 52 anni; il sindaco neoliberale Peñalosa ora e’ preoccupato della prossima costruzione faraonica della metropolitana ma non dei piccoli desplazados come Angela…

Segregazione e diritto alla citta’

Venerdi 21 ottobre l’Università Nazionale della Colombia ha ospitato il seminario internazionale “Hábitat III FollowUp” che ha raccolto numerosi esperti provenienti dalla Conferenza ONU Habitat III di Quito (17-20 ottobre), avvenuta subito dopo la  Conferenza Mondiale dei Sindaci (12-15 ottobre) a Bogota’.

Si traccia un bilancio dell’adozione del “diritto alla città” nel manifesto approvato a Quito, considerando il concetto di Diritto alla Città come il risultato di una lotta dal basso, durata decenni, che consiste nel diritto di tutti gli abitanti, presenti e futuri, temporanei e permanenti, di usare, occupare e creare città, villaggi e insediamenti equi, inclusivi e sostenibili, intesi come beni comuni essenziali per una vita dignitosa.

A Bogotá il Ministro per il post-conflitto Rafael Pardo stupisce la platea affermando che “la segregazione impedisce la pace” in un paese andino che la scorsa domenica 2 ottobre ha votato NO al referendum per porre fine a un conflitto armato che dura da 52 anni, come raccontato da Faro di Roma.

CONTINUA A LEGGERE:

http://www.farodiroma.it/2016/11/07/colombia-continua-lapartheid-sociale-hanno-vinto-i-signori-della-guerra-inchiesta-di-cristiano-morsolin/

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