Paraguay: Vescovi progressisti denunciano ingiusta condanna contadini del caso Curuguaty, un anno dopo visita Papa Francesco, nota di Morsolin

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Lunedi scorso il tribunale ha inflitto pene durissime ­– dai 4 ai 30 anni di carcere – agli undici contadini ritenuti responsabili della morte di 17 persone durante lo sgombero di un terreno occupato in Curuguaty.

Le tomas de tierra (insediamenti abusivi) sono frequenti nel Paese, il primo al mondo per concentrazione della terra in poche mani e citato esplicitamente nella “Laudato si’”: il 2,5 per cento dei latifondisti possiede l’85 per cento della superficie coltivabile disponibile. Almeno 300mila contadini, al contrario, sono “senza terra”. Sono questi ultimi, in genere, i protagonisti delle occupazioni.

Nel 2012, 70 famiglie si insediarono abusivamente nei terreni dell’azienda Campos Morumb. Il 15 giugno, 250 agenti cercarono di sgomberarli: negli scontri morirono 11 contadini e sei agenti. La strage portò, inoltre, all’impeachment nei confronti dell’allora presidente, Fernando Lugo (ex vescovo della Teologia della Liberazione ) e al ritorno al potere del Partido Colorado che con la dittatura Stroessner da 61 anni perpetua una narcodemocrazia.

Nel paese governato dalle mafie del latifondo e del agrobusinesss, le gravi condanne dei contadini significano l’impunita’ e la responsabilita’ politica del Presidente Cartes, come hanno denunciato anche Vescovi della Chiesa Cattolica come Mons. Medina (Misiones) e Mons. Lucio Alfert (Chaco) , un anno dopo la visita in Paraguay del Papa Francisco.

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http://www.alainet.org/es/articulo/178782

py Misa x campesinos2016

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