Morsolin intervista accademico argentino Atilio Boron che commenta il terzo anno di mandato del Papa Francesco

Atilio boron a seminario Marx 10 marzo 2016

Intervisto Atilio Boron, docente dell’Universita’ UBA di Buenos Aires e gia’ segretario generale CLACSO durante il IX Seminario Internazionale “Marx Vive” organizzato dalla Universita’ Nazionale della Colombia. In merito al terzo anniversario dell’entrata di Papa Francesco, Boron mi commenta:

“Che il Papa dica che il capitalismo è un sistema esaurito, che non è più sopportabile, che gli aggiusti vengono fatti sempre sulle spalle dei poveri che non esiste il travaso della ricchezza dalla coppa dei ricchi, che distrugge la casa comune e condanna la Madre Terra, che i monopoli sono una disgrazia, che il capitale e il denaro sono “lo sterco del diavolo”, che si deve vigilare sul futuro della Patria Grande e stare in guardia contro le vecchie e le nuove forme di colonialismo, fra tante altre affermazioni, ha effetti politici obbiettivamente di sinistra che sono di un’importanza straordinaria. Certo, tutto questo lo avevano già detto Fidel, il Che, Camilo, Evo, Correa, Chávez e tanti altri nella teologia della liberazione e nel pensiero critico della Nostra America. Ma i loro criteri venivano sempre guardati con sospetto e tutto l’industria culturale del capitalismo ci si scagliava contro per burlarsi delle loro certezze, qualificandoli come prodotti di un anacronistico radicalismo del diciannovesimo secolo.

I tecnocrati al servizio del capitale e i “benpensanti” postmoderni dicevano che quei nostalgici non capivano che i tempi del Manifesto Comunista erano finiti, che la rivoluzione era una pericolosa illusione senza futuro e che il capitalismo aveva vinto senza appello. Ma adesso succede che chi lo mette radicalmente in questione, con un linguaggio semplice e chiaro, è Francesco e allora questo discorso acquista un’improvvisa e inedita legittimità e il suo impatto sulla coscienza popolare è incomparabilmente superiore. Con le sue parole, per la prima volta in molto tempo, si è aperto uno spazio enorme per avanzare nella costruzione di un discorso anticapitalista con radici nelle masse, una cosa che fino ad ora era stata un’impresa destinata ad essere neutralizzata dall’ideologia dominante che diffondeva l’idea che il capitalismo era l’unica forma sensata –e possibile!- di organizzazione economica e sociale. Adesso non più”.

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