Avvenire, AGI e Unimondo pubblicano articoli di Morsolin sui missionari rapiti in Camerun

foto gianantonio
AVVENIRE testata okCamerun.
Nessun contatto con i 3 religiosi sequestrati

«Estremisti forse infastiditi dal lavoro con i locali»

 Le scuole professionali gestite da don Allegri e da don Marta erano un riferimento per tutto il territorio circostante

Avvenire, mercoledi 9 aprile 2014, pagina 13, sezione Mondo

MATTEO FRASCHINI KOFFI da Lome

Da sempre trasmette la sua passione per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato », afferma Cristiano Morsolin, esperto in diritti umani e amico di lunga data di don Gianantonio Allegri, il sacerdote vicentino rapito lo scorso venerdì insieme a don Gianpaolo Marta e alla suora canadese Gilberte Bussier.

«Don Toni, come spesso lo chiamo amichevolmente, ha scelto di sostenere le popolazioni locali investendo soprattutto nell’agricoltura, nelle professioni di

bottega e nella scolarizzazione. Inoltre – continua Morsolin –, sono stato molto colpito dal lavoro educativo alla parrocchia di Tchère e dalle loro scuole divenute punto di riferimento per tutto il territorio circostante ». Continuano intanto le attività nella diocese di Maroua, situata nella regione più settentrionale del Camerun, ma il rapimento ha spinto le autorità ad alzare il livello di sicurezza.

Purtroppo non si hanno ancora notizie dei religiosi, sequestrati molto probabilmente dai militanti islamici di Boko Haram, attivi da mesi nella regione e proclamatisi nemici di tutto ciò che è occidentale.

«Il vescovo di Maroua, monsignor Philippe Stevens, è noto per le sue posizioni di apertura al dialogo interreligioso – spiega ancora Morsolin –, ma è possibile che l’attenzione pedagogica dei religiosi possa aver infastidito Boko Haram». Il governo camerunese sta facendo di tutto per trovare i due sacerdoti e la suora. Anche la diplomazia vaticana e la Farnesina si sono messi in moto attraverso i loro contatti in loco. In Italia come in Camerun, sono in molti a pregare affinché tutto si risolva al più presto.

Fonte: http://www.avvenire.it

 

Missionari rapiti: don Allegri denuncio’ insicurezza territorio

(AGI) – CdV, 6 aprile 2014 – “La situazione di insicurezza del territorio non e’ cambiata”. E’ quanto scriveva il 12 marzo scorso in una ‘lettera dalla missione’ don Gianantonio Allegri, uno dei due sacerdoti italiani rapiti in Camerun. “Sappiamo – continuava il religioso – le forze dell’ordine e l’esercito sono impegnati ad assicurare che non ci siano infiltrazioni e il Governatore della regione ha chiesto che se gli europei presenti qui per vari motivi, si spostano in gruppo, devono farsi scortare dalla polizia. Comunque state tranquilli, noi siamo sereni e confidiamo in quel Padre che annunciamo, misericordioso e grande nell’amore”.

Dopo la liberazione di un altro religioso, francese, rapito lo scorso anno, don Allegri – sottolinea il cooperante laico Cristiano Morsolin che lo ha avuto come padre spirituale – a gennaio scriveva: “Qui la situazione di sicurezza si e’ un po’ allentata dopo la liberazione del prete francese Georges Vandenbeusch l’ultimo giorno dell’anno. Ma ci dicono di essere prudenti comunque…l’esercito nigeriano sembra aver riconquistato le tre province del nord Nigeria, ma i fondamentalisti non sono stati debellati. Alcuni, sappiamo, sono fuggiti in Camerun, alcuni sono stati arrestati, ma sembra programmassero anche il reclutamento in Camerun. Le forze dell’ordine sono sempre all’erta e le parrocchie sul confine sono sempre presidiate di notte dall’esercito camerunese. C’e’ anche una specie di coprifuoco la’ sul confine: le moto (mezzo privilegiato per muoversi agilmente) non possono circolare dalle 18 di sera fino alle 6 di mattina”.

Da parte sua, Morsolin ricorda il forte messaggio di Gianantonio Allegri, che alla vigilia della sua partenza per la diocesi africana di Maroua, aveva avuto modo di spiegare le ragioni della sua missione: “La prima urgenza resta quella di dare solidita’ alla fede. L’evangelizzazione – aveva osservato nell’occasione il missionario – si sta ulteriormente spingendo verso le montagne, tra le popolazioni Mofu, dove il culto e’ animista: un bel traguardo in quei luoghi cosi’ legati alla tradizione”. (AGI) .

FONTE: http://www.agi.it/cronaca/notizie/201404061022-cro-rt10004-missionari_rapiti_don_allegri_denuncio_insicurezza_territorio

Missionari sequestrati in Camerun: costruttori di pace rispettosi dell’islam

Autore: Cristiano Morsolin per UNIMONDO

Continua a leggere:

http://www.unimondo.org/Guide/Informazione-e-Cultura/Missionari/Missionari-sequestrati-in-Camerun-costruttori-di-pace-rispettosi-dell-islam-145440

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